Ieri Benigni era a Messina .io c'ero. tra l'altro ha trattato la divina commedia. i lussuoruosi. Paolo e Francesca per la precisione. E' stato spettacolare, unico, intenso. mai, dico mai mi era capitato di vedere la divina commedia cosi viva, fluida,colorata, diretta a me, umana. E' stato come una scarica elettrica al cervello, mi ha fatto scoprire nuovi orizzonti, nuovi pensieri e riflessioni. insomma mi ha fatto CRESCERE. Non ci ho dormito la notte pensando a certe cose dette e al sapore agrodolce restatomi dentro. davvero so che detto cosi sembra banale, ma mi sono davvero innamorata di quel canto, mi ha scosso come non mi capitava da tempo. Questo canto mi si è attaccato addosso , mi è entrato nel profondo, in qualche modo mi ha cambiata. ora che l'ho sentito in quel modo non sarò mai più com'ero prima di conoscerlo. NON sto delirando è il potere dei libri credo, farti vedere cose che hai dentro, ma non riesci a classificare bene per mancanza di parole, stili tecniche. E' stato incredibile. Verso la fine mi sono fatta prendere dalla meravigliosa drammaticità , dalla tristezza di questo amore grandioso, totale ma relegato all'inferno e da dante che sviene per la pietà e il dolore di vedere due anime così belle all'inferno , e beh lo confesso ero ad un passo dal metterti a piangere. davvero bellissimo.
il buffo è che ho sentito parlare spesso di dante fatto da benigni, mai in modo molto entusiastico però. molti credono che abbassare la conoscenza alle masse voglia dire banalizzarla, impoverirla, snaturarla. secondo me non è cosi. c'è una grande differenza tra dire banalità e riuscire ad esprimere concetti grandi con parole semplici. i primi sono in grado di dirle tutti. ma per fare la seconda.. beh bisogna davvero avere interiorizzato, masticato inglobato quello che si dice. perchè se si lascia la maschera delle parole incomprensibili e delle forme improponibili resta solo un senso. e anche un bambino sa dirti se una cosa ha o no ha senso e a chi è che va di farsi smentire da un bambino?
per quello che vale secondo me Dante è proprio nel dna di Benigni e per questo lo spettacolo merita di essere visto
tutto qui
per il resto posso dire solo grazie benigni non lo dimenticherò mai.