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venerdì, 31 ottobre 2008

the music lovers (l'altra faccia dell'amore)

La prima cosa che mi chiedo riguardo a questo film è: Come può il titolo originale  "the music lovers" essere tradotto in italiano con l'altra faccia dell'amore??Mah. sorvolando su questo punto.. è un film  che buca lo schermo, coinvolgendo lo spettatore in una trama dove gli attori sono secondari alla musica che parla ed esprime ogni frammento di immagine, diventando viva parlata e vissuta..Il film è brutale, vivace , senza peli sulla lingua dice quello che va detto in modo diretto ma sfruttando un altro modo di comunicare esterno al linguaggio,ne esce fuori un qualcosa di davvero emozionante ed espressivo .. La trama racconta di Ciaikovski, insegnante al conservatorio e compositore, è il classico uomo che ha la fortuna di essere amato da molte persona ma che per infelicità personale o incapacità mentale distrugge questo amore allontanando tutti. chi lo ama, il conte Chiluvski, la moglie nina , la vedova Nedeshda Von Meck, tutti loro vengono distrutte dal loro amore verso di lui, tant'è che la moglie nina finisce in manicomio. ma la psicologia di Ciaikovski è molto più complessa di così, lui è omosessuale ma cerca di apparire normale sposando nina che non ama  e con cui non riesce ad avere rapporti, trovandola in breve insopportabile. Allo stesso tempo Ciaikovski è ossessionato  dalla morte della madre deceduta di colera davanti ai suoi occhi quand era piccolo. E poi il conte chilusky che gli sta indietro cercando di ricordargli chi è davvero e la vedova von meck che , innamorata della sua musica, lo sostiene economicamente senza volerlo incontrare. Tutto questo si intreccia con una musica che racconta qualcosa e con un personaggio complicato, duro, perso. A volte il video prosegue a semplici fotogrammi diretti e essenziali che uniti alla musica creano un tutto altamente comunicativo e visceralmente espressivo. Assolutamente da vedere.


postato da: wolfina84 alle ore 18:59 | link | commenti
categorie: film
giovedì, 30 ottobre 2008

gone baby gone

Chi avrebbe mai detto che Ben Affleck fosse un regista tanto bravo?? io no. Invece il film è davvero corposo e intrigante. Si parla di due investigatori privati chiamati ad indagare sulla scomparsa di una bambina, ma si va decisamente oltre questo, in tutto il film si esaminano sfumature di grigio tra il bene e il male e il giusto e il sbagliato che si mostrano intelligenti e pensate, non è quindi il solito film dove è tutto bianco e nero, ma tutto è più profondo e delicato, più ragionato, mostra una prospettiva diversa rispetto ai film di questo tipo e merita di essere visto. Tutta la storia si muove come una lunga serie di porte chiuse dove , quando ne apri una e sei convinto che tutto finisca li, se ne apre una nuova e l'orizzonte si ampia mostrando nuovi dettagli fino al colpo di scena finale che porterà il protagonista ad una scelta etica tutt altro che banale e molto complessa. In effetti quando il film finisce ti rimane il dubbio che in effetti il protagonista abbia fatto la cosa giusta o se invece abbia fatto una scelta dettata solo dall'idealismo di un ragazzo troppo giovane. Una risposta non c'è perché il confine tra buono e cattivo è sottile e sfuma troppo per una risposta univoca per tutti, se non altro il protagonista è stato capace di avere fiducia nelle persone seguendo la sua coscienza e prendendosi le sue responsabilità e questo non è mai facile.

C'è qualcosa che non va comunque, in certi punti gli ingranaggi narrativi non girano bene e la storia rallenta troppo facendoti rilassare, in altri il tutto sembra troppo forzato e plateale. In linea di massima però il film funziona e fa riflettere, quindi consiglio di vederlo.


Un saluto


postato da: wolfina84 alle ore 19:31 | link | commenti (2)
categorie: film
mercoledì, 29 ottobre 2008

Lords Of Dogtown

Lords Of Dogtown è la storia dei tre ragazzi che negli anni '50 diffusero nel mondo la cultura dello skateboarding. Tutto inizia a Dogtown dove, grazie ad un venditore di tavole da surf, nasce il gruppo degli z-boys, comprendente i 15 migliori skaters della zona; tra loro ci sono Stacy Peralta, Tony Alva e Jay Adams che poi diventeranno famosi per il loro stile innovativo e il talento negli esercizi . Ma questo arrivò solo dopo, all'inizio i z-boys fabbricavano da soli le loro tavole e si allenavano nelle piscine vuote delle case dei ricchi. Dopo il successo nelle prime gare Peralta e alva si staccarono dal gruppo originario diventando molto popolari, Jay Adams fu l'unico a non accettare le offerte ricevute perché, skater puro, rifiutava di skateare per denaro .In seguito Alva divenne il campione del mondo di sk8 e creò una sua linea di tavole. Stacy divenne regista e jay , completo assertore del skateboarding per passione e divertimento e non per guadagno o fama ,rimase fondamentalmente quello che era prima.Questa è la storia. Il film la racconta bene destreggiandosi in modo piacevole tra i complessi tricks e la differenziazione dei personaggi, il centro della storia è la passione e la creatività di questi ragazzi che, con tavole create con le ruote smontate dei pattini e poco altro, riuscirono a creare davvero qualcosa di nuovo e bello. Da vedere.



postato da: wolfina84 alle ore 16:59 | link | commenti
categorie: film
martedì, 28 ottobre 2008

il ragazzo di borstal

Il ragazzo di Borstal è un film che narra le vicende del celebre scrittore Brehan Brendan nel riformatorio di Borstal. Brendan è un militante dell'IRA e ,pur avendo solo 16 anni al momento dell'arresto, è del tutto consapevole della situazione politica del suo paese e crede completamente nella sua lotta. In carcere mostra il suo lato duro ma scopre anche l'amore, l'amicizia, la commedia. É un ragazzo vivace che scrive poesie e legge Oscar Wilde prigioniero anche lui in terra straniera. E' un film frizzante che mostra l'esuberanza e la voglia di vivere dei giovani del periodo della seconda guerra mondiale e del nazismo, gioia di vivere che non si può esprimere a pieno ma trova sempre il modo di sbucar fuori in un modo o nell'altro. Il film si ispira all'omonimo romanzo in cui Brehan racconta appunto l'esperienza al riformatorio. E' un libro che purtroppo non ho letto ma che promette bene, lo scritto più famoso di Breahan è però l'opera teatrale L'impiccato di domani che ebbe molto successo grazie alla rappresentazione del 1956 al Joan Littlewood's Royal Theatre a Stratford. Successivamente Brendan scrive l'ostaggio che è un'opera ironica sull'attesa dell'impiccagione da parte del condannato. Brehan morirà 1964 per problemi causati dall'alcool. Un grande personaggio , da conoscere insieme alle sue opere e ai motivi della sua lotta ( di cui mea culpa so davvero poco). Domani quindi viaggio in biblioteca a prendere in prestito tutte e tre le opere di Brehan più, possibilmente, qualcosa sull'I.R.A.(se li trovo Hopkinson o Kee) e poi vediamo di capirci qualcosa. Per concludere, vedete questo film = ) e leggete questo autore perchè merita davvero.


Uno ciauz a tutti




postato da: wolfina84 alle ore 17:15 | link | commenti
categorie: film
sabato, 25 ottobre 2008

Batman(Tim Burton) ma sono l'unica a cui non è piaciuto???

Non mi è piaciuto.

Il film parla del noto supereroe che in un'operazione mal riuscita fa cadere involontariamente il cattivo in una vasca piena di prodotti chimici che lo trasformeranno in joker, un pazzo assassino in cerca di vendetta. Batman cerca di fermarlo mentre lui colleziona vittime su vittime in un modo assai improbabile(uccide grandi criminali e manipola prodotti chimici così come niente fosse bah). Finale standard con fidanzamento con la bella del momento e uccisione del cattivo. Che noia.

Quando il film finisce si ha la sensazione che qualcosa non vada, per capire cos'è basta rifletterci un attimo, finché la soluzione arriva: è il protagonista. Quello che non va è il protagonista. Batman è un personaggio tutto d'un pezzo, noioso , senza sfumature ne quasi sentimenti. entra in scena e vince tutti non per abilità speciali o capacità particolari, ma perché ha delle tecnologie più sviluppate degli avversari. Un eroe che vince premendo un bottone?? ma dai.. la storia personale è ancora peggio, uccidono i genitori di Bruce Wayne (batman senza costume), lui diventa un superoe, lineare, sa di meccanico , di finto, di barboso. È un personaggio che manca di caratteristiche psicologiche interessanti. Joker ha tutto il compito di rendere interessante il film ma ci riesce solo fino ad un certo punto,perché alla fine è solo un pazzo , originale ma sempre pazzo, niente di che, un personaggio che non è ne sfumato ne terribilmente umano come i personaggi di tutti gli altri film di burton.. la giornalista che si innamora di Bruce è megascontato e prevedibile, il tutto è assolutamente convenzionale come il film. L'unico che si salva è il maggiordomo Alfred ma ha poche scene = )


una delusione

un grosso smack a tutti


postato da: wolfina84 alle ore 13:45 | link | commenti
categorie: film
martedì, 14 ottobre 2008

ricevo e diffondo

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postato da: wolfina84 alle ore 14:06 | link | commenti (4)
categorie: attualità
lunedì, 13 ottobre 2008

una piccola riflessione sul carcere



Questo articolo l'ho preso da informacarcere.it ,( l'ha scritto un detenuto) lo riporto qui perché a mio parere è molto significativo e fa riflettere:


Nel momento in cui noi prendiamo distanza dal reato, inizia il processo di cambiamento interiore.
In questo frangente nessuno può aiutarci, perché la decisione è solo nostra.
Nella vita ci sono tante lotte che ci coinvolgono, quella personale contro se stessi è la più difficile, perché combattiamo contro il nostro peggior nemico: noi stessi.
Il cambiamento ha bisogno del suo tempo per arrivare alla giusta maturazione, ma principalmente ci vuole coraggio, perseveranza e fermezza; non basta solo decidere, ci vuole coraggio per la lotta, perseveranza nel portarla avanti e fermezza nei momenti in cui si vacilla.
La bonifica della nostra persona dalle abitudini e dai condizionamenti metabolizzati nel tempo, ha bisogno di molto lavoro da parte nostra , perché bisogna cambiare gli atteggiamenti, il modo di pensare, il linguaggio, il modo di proporsi, di relazionarsi e di vedere il mondo con occhi diversi, ma alla fine si emergerà dal buio e si ritornerà alla luce della vita.
Di aiuto non ne avremo perché il sistema ha diviso i detenuti in due schieramenti: recuperabili e irrecuperabili.
Verso di noi, cosiddetti “irrecuperabili”, l'unico interesse del sistema, non è la rieducazione, ma l'ubbidienza, l'omologazione, la sottomissione individuale, il rispetto delle gerarchie e del potere delle direzioni.
Anche per questi motivi il carcere incattivisce e alimenta odio e rabbia, che un giorno si riverserà sulla società.
Non ha senso “rieducare” un ergastolano o un detenuto classificato “irrecuperabile” se poi lo si tiene rinchiuso tutta la vita in cella senza farlo rientrare in società, e nell'altro caso fargli scontare tutta la pena.
Nessuno può imparare a vivere in carcere, né  riscattarsi, perché il carcere ti ferma e non può insegnarti niente, tutto è rimandato a dopo l'uscita, quando si rientra nel vortice del mondo reale.
I benefici penitenziari aiutano a ritornare nella società senza impatti traumatici, principalmente per i detenuti che devono scontare pene molto lunghe.
Non bisogna mirare solo all'offesa passata, ma cercare di costruire l'uomo futuro, restituendo persone che si sentono utili, ancora preziose e possano avere un futuro, per questo motivo dalla società ci aspettiamo sollecitazioni ad essere migliori di quello che siamo o siamo stati, non istigati ad essere peggiori.
Nessuno può aiutarci nella decisione, tutti possono aiutarci nel cambiamento; ma il tassello più importante, quello che dà slancio, morale e autostima, è la “fiducia”, purtroppo è quella che manca , perché il metodo si basa sulla paura di responsabilità e sulla repressione fine a se stessa.
Il carcere non risolve i problemi né abbatte la recidiva, non è vero che buttando via le chiavi diminuiscono i tassi di criminalità.
E' vero, piuttosto, che nulla rafforza di più l'autorevolezza delle norme, la loro credibilità, che chi sta scontando la pena sia recuperato alla vita sociale. Ciò dimostrerebbe che la legge non è solo forza , ma ha la capacità di persuasione.
E' provato statisticamente che negli anni che la legge Gozzini veniva applicata totalmente era diminuita la recidiva.
Il Ministero della Giustizia ha appurato con una ricerca che i detenuti che escono gradualmente con i benefici della Gozzini, la recidiva non va oltre il 19 %; fine pena la recidiva sale all' 81%.
In ogni uomo c'è del buono , non bisogna distruggerlo, ma coltivarlo per farlo prevalere, per ridare un uomo migliore alla società.
 


postato da: wolfina84 alle ore 09:21 | link | commenti
categorie: riflessioni

Dove c'è linux c'è casa

In questa settimana il mio pc ha dato di matto, e non poco.. Tutto è cominciato con il seguente errore”non system disk o system error ”Questo risulta essere un errore della partizione che mi ha costretto a reinstallare il sistema operativo. Ora non avendo il cd di Ubuntu ,ho installato Windows e li sono cominciati i guai. Mai avuti tanti problemi con Windows come in questi 4 giorni. Un disastro. Adesso ho Ubuntu, da solo senza Windows e finalmente tutto funziona.. non credevo di doverlo mai dire ma Ubuntu è stato una salvezza, appena sono entrata mi ha indicato da solo driver e codecs da installare per far funzionare al meglio il pc, un clic e il computer è a posto. il tempo di installare i programmi base emule, vlc, opera etc è il computer è perfetto, in un'ora ho fatto quello per cui con Windows ho dovuto combattere dei giorni, bestemmiando come mai. (il caro Windows dava un errore di lettura per ogni cd che inserivo cosi che installare driver , vedere un film, o masterizzare diveniva impossibile. Tant'è che per avere Ubuntu ho dovuto farmi prestare un pc..). Alla fine devo ammettere che linux non è poi cosi complesso sopratutto perché alla fine se ti capita un guaio , per risolvere tutto è sufficiente andare in internet e li trovi sempre tutto su come risolverlo o al massimo, se sei proprio sfigato e non trovi nulla, puoi chiedere sul forum e trovi sempre qualcuno che aiuta, cosi alla fine in breve impari a fare le cose per conto tuo e a risolverti i problemi da solo ( non che Ubuntu crei tutti questi problemi eh). Anche da principiante hai un'assistenza completa, con Windows molto difficilmente trovi delle vere soluzioni in rete e quindi spesso sei solo(vedi il maledetto errore di lettura di cui neanche sul sito della Windows sanno dire niente). E sopratutto per un errore di Ubuntu ci sono 10 blog, 10 discussione etc per Windows ce n'è mezza se ti va bene.. poi vabbè capire davvero ubuntu, saper creare i comandi piuttosto che copiarli e incollarli da un sito è un altro livello di comprensione che per il mio standard di utilizzo pc non è necessario.. gestire Ubuntu comunque è molto facile perché senza dover deframmentare, aggiornare antivirus, fare scansioni etc il tempo che passi al pc è solo per lavorarci, quindi non perdi tempo a curarlo e il tempo che passi su di esso è tutto operativo.. comunque adesso sono anch'io una linux purosangue e devo dire che l'idea di sperimentare tra qualche mese anche kubuntu non mi dispiace.. ecco il virus di linux ha preso anche me = )


un bacino


postato da: wolfina84 alle ore 09:13 | link | commenti (2)
categorie: varie
giovedì, 02 ottobre 2008

le ragazze sono come le mele sugli alberi-saffo

Le ragazze sono come le mele sugli alberi.

Le migliori sono sulla cima dell’albero.

Gli uomini non vogliono arrivare alle migliori, perché

hanno paura di cadere e ferirsi.

In cambio, prendono le mele marce che sono cadute

a terra, e che, pur non essendo così buone,

sono facili da raggiungere.

Perciò le mele che stanno sulla cima dell’albero, pensano

che qualcosa non vada in loro, mentre in realtà

“Esse sono grandiose”. Semplicemente devono essere

pazienti e aspettare che l’uomo giusto arrivi, colui che sia

cosi coraggioso da arrampicarsi fino alla cima

dell’albero per esse.

Non dobbiamo cadere per essere raggiunte, chi avrà

bisogno di noi e ci ama farà

di tutto per raggiungerci.

La donna uscì dalla costola dell’uomo, non dai piedi per

essere calpestata, né dalla testa per essere superiore.

Ma dal lato per essere uguale, sotto il braccio per essere

protetta e accanto al cuore per essere amata.


postato da: wolfina84 alle ore 20:43 | link | commenti (2)
categorie: poesie
mercoledì, 01 ottobre 2008

shelter

Shelter è un grande film, essenziale, semplice, senza troppi fronzoli e diretto. parla di un amore tra due ragazzi amanti del surf e entrambi un po' artisti. la situazione si complica quando zach scopre che la sorella ha intenzione di andare via lasciandogli in affidamento il figlio di 5 anni Cody. Quest ultimo considera zach un po' come un papà e riesce a creare un rapporto sincero con shaun (il ragazzo di Zach) . il film parla quindi dell'importanza della famiglia, di un ragazzo diviso tra il suo sogno di studiare alla Calarts e la necessità di proteggere e aiutare suo nipote cody. è la storia di un padre e di un amore forte e maturo. A tratti sembra che manchi di contenuti, pare un po' vuoto, ma nella sua lineare semplicità mostra un aspetto di questo amore omosessuale in modo chiaro e naturale senza elementi forzati o falsi, sembra la storia del tipo della porta accanto o di chiunque ci sia passato. è un film che non vuole dimostrare niente a nessuno, ne fare propaganda, ma solo raccontare una storia. Belle inquadrature , belle scene, bella storia. Attori molto espressivi. Unica pecca, non è stato mai trasmesso in italia di conseguenza si può guardare solo in inglese con i sottotitoli in italiano. Ma vale la pena vederlo perché l'inglese rende onore alle splendide sfumature di voce dei due attori e amplifica la loro recitazione, da vedere.


un grande ciauz a tutti


postato da: wolfina84 alle ore 16:23 | link | commenti
categorie: film