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lunedì, 30 giugno 2008

Carolina kostner

16aac32a6ff5f31776cd47c071249eb3

postato da: wolfina84 alle ore 22:11 | link | commenti (4)
categorie: varie
martedì, 17 giugno 2008

wonderfalls

Wonderfalls è un telefilm leggero e frizzante ambientato nella zona delle cascate del Niagara. la protagonista è jaye, una commessa laureata in filosofia sarcastica ,fondamentalmente egoista e cinica che lavora in un negozietto di souvenir ai piedi della cascate. la sua vita va avanti tranquilla finché senza un perché gli oggetti iniziano a parlarle ( solo quelli con una bocca) per indicarle azioni da fare per salvare o aiutare altre persone. in questo modo jaye è costretta per la prima volta in vita sua a vedere gli altri , mettersi in secondo piano e farsi carico dei loro problemi per dargli una mano. la tal cosa nel tempo la costringerà, suo malgrado, a cambiare, diventando più sensibile e aperta, e a scoprire parti di se stessa che ignorava. La trama è carina perché propone all'inizio di ogni episodio una frase enigmatica( salvalo da lei) che spesso da luogo a fraintendimenti ; solo più avanti, dopo mille peripezie e coincidenze, si riesce a decodificare il senso della frase iniziale e allora ogni cosa va al suo posto nel quadro generale e jaye riesce a salvare la persona in questione. E' molto intrigante è simpatico. i primi episodi sono parecchi mosci ma migliorano col tempo fino all'imprevedibile ( più o meno)finale. una seria allegra, simpatica , ragionevolmente ben fatta e scorrevole. da vedere.

postato da: wolfina84 alle ore 16:16 | link | commenti (2)
categorie: telefilm
lunedì, 16 giugno 2008

la corsa del topo


Se analizzate la vita di una persona di media istruzione, che lavora molto, individuerete un percorso standard. Nasce un fi­glio, che poi va a scuola. Gli orgogliosi genitori sono contenti perché il loro bimbo eccelle, prende voti discreti, se non pro­prio buoni, e viene accettato all'università. Il ragazzo si laurea, magari si iscrive a un master, dopo di che agisce come previ­sto: cerca un buon lavoro, punta al posto fisso. Lo trova (come medico, avvocato, ecc.) e fa carriera, oppure si arruola nell'eser­cito o riesce a entrare nell'amministrazione pubblica. Di soli­to, comincia a guadagnare bene, gli arriva a casa un gran numero di carte di credito, per cui inizia anche a spendere con una certa profusione, se non lo ha già fatto. Avendo soldi da spendere, il ragazzo frequenta locali dove incontra altri suoi coetanei, dà loro appuntamento e poi, forse, si sposa. Per lui, la vita diventa meravigliosa, anche perché oggi lavorano sia gli uomini sia le donne. Avere due redditi in casa è una benedizione. La coppia si sente realizzata, il futuro è radio­so, e allora decide di comprare una casa, un'auto e la televisio­ne, di andare spesso in vacanza e di avere dei figli. Arriva un bel frugoletto. La necessità di contanti è enorme. La coppia felice decide che la carriera è una cosa troppo impor­tante, perciò inizia a faticare di più, a chiedere promozioni e au­menti di paga. L'aumento viene concesso, ma poi arriva un al­tro erede, da cui la necessità di una casa più ampia. Allora, la­vorano ancor più duro, diventano impiegati migliori, impegnan­dosi allo stremo. Tornano perfino sui banchi di scuola per otti­mizzare le qualità professionali, sempre con lo scopo di spun­tare uno stipendio maggiorato. Uno dei due potrebbe addirit­tura cercare un secondo lavoro. Il reddito famigliare sale anco­ra, ma cresce anche lo scaglione dell'imponibile fiscale, come la tassa immobiliare sulla casa (più grande) e quella per i servizi sociali, nonché tutte le altre imposte. Riscuotono una bella bu­sta paga, ma si chiedono dove spariscano tutti i soldi. Compra­no fondi comuni d'investimento e generi alimentari con la car­ta di credito. I figli cominciano ad avere cinque o sei anni, per­ciò aumenta il bisogno di risparmiare per mandarli a scuola (fino all'università), oltre a quello di pensare alla pensione. La coppia felice, nata trentacinque anni fa, è ormai intrap­polata nella Corsa del topo per il resto dei suoi giorni lavorati­vi. Lavorano per i proprietari dell'azienda in cui sono impiega­ti, per le tasse che mantengono lo Stato, per pagare le carte di credito ed estinguere il mutuo immobiliare contratto con la banca. Intanto, ammoniscono i figli a "studiare sodo, prendere ottimi voti e trovare un posto fisso". Non imparano niente sul denaro, ma molto su chi si approfitta della loro ingenuità, finendo per faticare come degli schiavi per tutta l'esistenza. Il processo si tramanda alla generazione seguente di "grandi la­voratori
". Questa è la Corsa del topo.

(“The Cash Flow Quadrant” & “Rich Dad Poor Dad”)

postato da: wolfina84 alle ore 20:16 | link | commenti
categorie: citazioni
domenica, 15 giugno 2008

cossa ti vol che me ne clava


L'uso del registro linguistico non è standard ma varia in base al contesto, brevemente si può distinguere la seguente stratificazione:

Italiano scritto
italiano parlato formale
italiano parlato informale
italiano regionale
dialetto di koinè
dialetto del capoluogo di provincia
dialetto locale


Passando  dalla teoria alla pratica avremo questo:

Italiano scritto: Non nutro molto interesse per la questione
italiano parlato formale:
non me ne importa un granchè
italiano parlato informale:
non me ne frega niente
dialetto di koinè:
no me interesa gnente
dialetto del capoluogo di provincia:
a mi non me interesa gnente
dialetto locale:
cossa ti vol che me ne ciava

postato da: wolfina84 alle ore 08:18 | link | commenti (4)
categorie: varie
martedì, 10 giugno 2008

October road

Capita a volte di andare via,di cercare le risposte che ci assillano lontano da quello che siamo o dal luogo dove viviamo, capita a volte di rendersi conto, dopo anni e anni di lotte , che quello che abbiamo cercato lontano per mari e monti era qualcosa che avevamo sotto al naso o che se non altro qualcosa che potevamo avere solo allungando una mano , senza andare in capo al mondo, senza mettersi tanto in gioco, senza rischiare. Torni indietro e capisci che tutte le battaglie vinte o perse ti hanno fornito solo una cosa in più rispetto a prima: la prospettiva. Sei tornato al punto da dove sei partito è vero ma l'hai fatto con una maturità e una consapevolezza che hai acquistato col tuo viaggio e che prima non possedevi, per questo non apprezzavi quello che avevi : lo guardavi in un 'ottica completamente diversa da adesso perchè nel presente hai acquisito degli elementi di confronto e critica in più ( o in meno dipende dal caso). A volte tornare indietro, lungi dall'essere sintomo della disfatta definitiva, è solo un segno del percorso fatto e l'apice di quello che si è ,e cosa ancora più importante, l'origine di quello che si sarà. partire è facile , tornare e decidere di restare lo è molto meno, se non altro solo per la consapevolezza di dover affrontare i fantasmi di quello che si era e le persone che si è lasciate.

Questo è quello che capita a Nick Garrett in questo telefilm. Nick è uno scrittore di successo che, per un lavoro , è costretto a ritornare al paese da cui è scappato a 18 anni e su cui ha scritto un libro molto poco lusinghiero. La cosa avrà sviluppi inattesi perchè Nick si troverà ad affrontare le persone che si era ritrovato a sacrificare per poter scappar via: gli amici, la ragazza, suo padre.. tutti più o meno feriti e arrabbiati con lui. Finito il lavoro Nick decide di restare, affrontare il suo passato e iniziare il percorso che lo porterà a capire che quello che voleva era proprio vivere nel suo piccolo paesino da cui era fuggito cosi improvvisamente 10 anni prima. In tutta la serie Nick si confronterà con una sfilza di persone diverse e psicologicamente coinvolgenti che lo faranno crescere e, forse, ritrovare quella parte di se stesso che aveva perso tra i soldi e la freddezza newyorkesi . E' un telefilm bello , colorato, vivace, non segue mai le strade del visto e rivisto delle solite discussioni standard tra personaggi ma esamina sfumature nuove e pone le cose da un punto di vista interessante. Nick non si rimette col la sua vecchia ragazza, Sam non è suo figlio, il ragazzo figo non sta solo con delle modelle, non c'è una scena strappalacrime col padre, Hannah ( ex ragazza di nick) sposa un uomo viscido, gli amici non sono sempre buoni ma strani, curiosi, realistici, disegnati fin nei minimi dettagli; Si evolvono e cambiano per percorsi imprevedibili per tutto il telefilm; nonostante il loro progredire però tutti i protagonisti mantengono sempre una loro coerenza interna che non fa sfociare la storia nell'incredibile o nel paradossale come accade in altri telefilm meno belli. October road non è scontato, non è ostentato e neanche pesante, piuttosto trova un mirabile equilibrio tra parti serie e giocose; divisione che però non è netta ma miscelata, naturale, briosa. Il risultato è unico . Da vedere.


postato da: wolfina84 alle ore 14:09 | link | commenti
categorie: telefilm