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martedì, 29 aprile 2008

Montale

Ascoltami,i poeti laureati
si muovono soltanto tra le piante
dai nomi poco usati: bossi ligustri o acanti.
Io,per me, amo le strade che riescono agli erbosi
fossi dove in pozzanghere
mezzo seccate agguantano i ragazzi
qualche sparuta anguilla:
le viuzze che seguono i ciglioni,
discendono tra i ciuffi delle canne
e mettono negli orti,tra gli alberi dei limoni.

(MONTALE esordio dei Limoni)

Potrei stare ad assillarvi un'ora sulla metafora del bivio, usata da Esiodo in poi per descrivere la condizione umana d'incertezza, potrei farvi notare  il dialogo dell'autore con un terzo ascoltatore(in questo caso il lettore), o dirvi che questa tecnica  fu  usata anche da Dante, potrei ma non ve lo dico, godetevi la poesia  e fatela vostra.

un bacino

postato da: wolfina84 alle ore 07:05 | link | commenti (4)
categorie: poesie
domenica, 27 aprile 2008

madama butterfly-puccini

Madama Butterfly è un'opera che parla dell'amore totale e ingenuo di una geisha di 15 anni per il marito americano. Cio-cio-san (il nome giapponese di Butterfly) è una prostituta pura e dolce che sposa Pinkerton per amore rinunciando a tutto per lui e accettando di farsi rinnegare dalla famiglia per adeguarsi alla sua religione . Pinkerton invece ha intenzioni ben diverse, sposa Butterfly con l'esplicita intenzione di lasciarla dopo un mese e tornarsene in america, la legge garantiva il divorzio implicito nel caso di fuga del marito e la cosa era di moda tra gli americani. ma per Cio-cio-san non è cosi e il suo matrimonio è una cosa seria: leggera , fragile ingenua,aspetta il marito per tre lunghi anni senza dubitare mai che lui non potesse più tornare, tutti le dicono il contrario ma lei è certa del suo amore verso di lui e nega l'evidenza con ogni forza. E' un essere puro, limpido un po' bambinesco ma infinitamente dolce. la prima notte di nozze lei si appoggia a lui e gli dice :
“Or son contenta. ~ Vogliatemi bene
un bene piccolino,un bene da bambino
quale a me si conviene.”
prima di partire Pinkerton le aveva promesso che sarebbe tornato quando i pettirossi avessero fatto il nido,cosi Cio-cio-san vedendo che lui non rientrava iniziò a chiedersi se in america i pettirossi nidificassero meno spesso che in Giappone e cosi lo chiese al console andato da lei per recarle una missiva in cui Pinkerton la lasciava .
Butterfly iniziò a disperarsi ma poi vedendo una nave americana nel porto riprende a sperare. Nei tre anni Cio-Cio san aveva partorito e cresciuto il figlio di Pinkerton ,adesso nella speranza di rivedere il marito cosparge il pavimento di fiori e adorna il figlio per mostrarlo al padre.
Pinkerton però saputo del dolore di lei non ha il coraggio d'incontrarla. cosi manda avanti la nuova moglie e il console a parlare con la cameriera di Butterfly ,insieme costringono Cio-Cio san a comprendere i fatti. messa davanti all'evidenza Butterfly accetta a malincuore di dare il figlio alla nuova moglie del marito per farlo crescere in america ma pone la condizione che sia Pinkerton a chiederglielo. escono tutti e Cio-Cio san abbraccia il figlio “faccio questo”dice “perchè tu non debba mai pentirti d'aver lasciato tua madre. ricordati il mio viso” gli da una bandierina americana,gli gira il capo e poi si pugnala al cuore. cade a terra e con le ultime forze afferra il figlio e lo abbraccia. A quel punto pentito, coscio del suo errore Pinkerton entra in casa con veemenza, chiama il nome di Butterfly, ma è troppo tardi e lei è già morta, in silenzio, con dignità perchè come dice lei «Con onor muore chi non può serbar vita con onore.»

è un'opera straziante, guardavo le ultime battute, sublimi, sottolineate da una musica avvolgente e adatta, e piangevo dalla commozione. non mi capitava da moltissimo, ma quest'opera è d'avvero troppo perfetta, troppo bella, troppo intesa per lasciare indifferenti, un capolavoro, senza mezzi termini, travolgente.
quando m'imbatto in cose così mi sento come se la parte più profonda di me venisse sollevata, fatta volare, rinfrancata. e come una boccata d'aria fresca e pulita dopo una giornata in una stanza chiusa: una goduria, un piacere sottile, intenso, indescrivibile, dopo che lo provi non sei più lo stesso di prima. E' aria fresca per l'anima. Ma è ancora difficile da spiegare, le opere liriche sono musica, musica pura, musica che avvolge tutto come un manto di neve soffice, e non solo le parole, ma i gesti degli attori , le emozioni che provano,persino i silenzi.. tutto è avvolto e descritto con la musica, e se un silenzio vale più di mille parole, un fagotto e un clarinetto insieme possono dirti qualcosa ad un livello che le parole non toccano nemmeno, ad un livello tanto incorporato in noi da essere intuitivo, ma non mi spiego bene, non esistono parole per descriverlo è troppo bello! quello che posso dirvi è che la lirica riesce a emozionarmi come forse solo i libri più eccelsi e il pattinaggio sul ghiaccio sanno fare, mi prende del tutto,completamente, sempre e quando finisce mi sento sempre un po' cambiata rispetto a prima o forse solo consapevole di una cosa bella che prima non conoscevo. ma sto straparlando, quello che voglio dire è che un opera meravigliosa. Vedetela.

tutto qui


postato da: wolfina84 alle ore 22:53 | link | commenti (1)
categorie: opera
giovedì, 24 aprile 2008

plotino

"Rientra in te stesso e guarda:e se non ti vedi ancora bello,fà come lo scultore, quando lavora ad una statua che deve risultare bella: qui egli elimina qualcosa, lì raschia ,lì leviga e ripulisce finché non appare il bel volto della statua. Così anche tu elimina quanto in te c'è di superfluo, correggi quanto è distorto, impegnati a detergere quanto opaco sì da renderlo rilucente. E non cessare di lavorare alla tua propria statua finché non brilli davanti a te lo splendore divino della virtù e finché tu non veda la Saggezza in sacro seggio assisa.Se sei diventato tutto questo e te ne rendi conto, se ti sei purificato , se ti vedi così, tu stesso ormai non sei che visione.Sicuro di te, anche se rimani quaggiù, sei già asceso e , senza avere più bisogno di alcuna guida, t'affisa:ecco il solo occhio  che rimira la grande bellezza. "
( Plotino)

postato da: wolfina84 alle ore 21:09 | link | commenti
categorie: citazioni
mercoledì, 23 aprile 2008

Macbeth


"Spegniti, spegniti, breve candela! La vita non è altro che un'ombra che cammina; un mediocre attore che si pavoneggia e si dimena sul palcoscenico per il tempo della sua parte e poi non si ode più oltre. È una favola narrata da un idiota, piena di strepito e furia e senza significato alcuno. "

(da Macbeth, atto V, scena V, Macbeth)

postato da: wolfina84 alle ore 20:49 | link | commenti (3)
categorie: citazioni
lunedì, 21 aprile 2008

dedicato a gabriella-due anni senza di te








Capita spesso di rimandare qualcosa all'infinito, di dire non oggi ma un giorno lo farò.. spesso viviamo nella convinzione che le cose le persone vivano in eterno e che le nostre possibilità di chiarire siano illimitate,crediamo di dovere solo aspettare il momento buono e intanto continuare a vivere le nostre vite come niente fosse. Cosi finisce che il momento giusto passa, e quello che c'era da dire non viene pronunciato e dovunque resta un vuoto. lei non c'è più e io non le ho mai detto quello che dovevo per non perdere 30 secondi a chiamare, perchè forse davo per scontata lei e la sua presenza nel mondo. Per me è stata importante, mi ha reso quella che sono influenzandomi in più modi di quanto pensassi , e non gliel'ho mai detto. non gli ho mai detto che mi dispiace per tutto il casino che è successo tra noi , ne gli ho spiegato il mio punto di vista,ne tantomeno ho sentito il suo . Avrebbe potuto vivere altri cent'anni e probabilmente non avrei mai sentito il bisogno di chiamarla, ma ora che non c'è più non riesco a smettere di pensarla. Quando qualcuno mi parla, all'improvviso ricordo il giorno in cui lei mi aveva detto una cosa simile, o vedo un oggetto o un barboncino e penso a lei, o anche il mio compleanno. quando c'era non m'importava niente, ora che è morta è entrata in ogni singola azione della mia vita. ricordo discorsi che credevo d'aver dimenticato e la sua immagine è viva in me . ma la cosa triste è che  l'unica cosa che vorrei dirle è”mi dispiace tantissimo per tutto", purtroppo è troppo tardi , ho perso il mio momento e non tornerà più.mi sento uno schifo per questo. domani forse andrò a trovarla al cimitero.
scusate lo sfogo tristissimo
a presto

postato da: wolfina84 alle ore 13:03 | link | commenti (1)
categorie: varie
lunedì, 14 aprile 2008

studiando poetica e retorica


D
etesto  il poema con le solite formule
 e non mi piace
il viavai delle strade affollate .
Respingo l'amante farfallone e non mi disseto
alla fontana pubblica.Quanto appartiene a tutti mi ripugna
Sì Lisania, sei bello , proprio bello. Ma già mentre io  vado dichiarando, un'eco avverte: quello è d'un altro quello!!
( Callimarco)

 Si riferisce alla necessità di staccarsi dalla tradizione e cercare nuove vie nella poesia come nell'amore.

un bacino


postato da: wolfina84 alle ore 23:08 | link | commenti
categorie: citazioni

il mio voto




simbolo

postato da: wolfina84 alle ore 21:50 | link | commenti
categorie: attualitĂ 
sabato, 12 aprile 2008

toro seduto


"
La primavera è tornata, il sole ha abbracciato la terra. Presto vedremo i figli del loro amore. Ogni seme, ogni animale si è svegliato. Anche noi siamo stati generati da questa grande forza. Per questo crediamo che anche gli altri uomini e i nostri fratelli animali abbiano il nostro stesso diritto a vivere su questa terra."

"non accetto che alcuna parta della mia terra sia venduta, ne permetterò che i bianchi taglino gli alberi lungo i fiumi soprattutto le querce.Amo particolarmente i piccoli boschi di querce , mi piace guardarle e le rispetto per come reagiscono alle tempeste d'inverno e al caldo in estate, e proprio come noi ne sono rinvigorite e rinnovate."


(entrambe di toro seduto)

C'è poco da dire , più imparo a conosce la storia degli indiani, i loro usi, le loro guerre, più ammiro quest uomo, forte, orgoglioso, intelligente, capace di vedere lontano più degli altri e allo stesso tempo prima vittima di un cambiamento che  ha tolto a lui e alla sue gente, la terra, il cibo, le tradizioni, spesso la vita(vedi massacro
di wounded knee) . e quale popolo per quanto forte può sopravvivere a questo?? un grand uomo..

un saluto a tutti


postato da: wolfina84 alle ore 15:14 | link | commenti
categorie: citazioni
giovedì, 10 aprile 2008

la pelle del giudice

La pelle del giudice è un libro riflessivo che parla, come si intuisce dal titolo, della giustizia. La storia riguarda un giudice che, diventato svogliato e cinico riguardo il suo mestiere, inizia a riflettere sul significato profondo del termine giustizia, lo fa esaminando dall' esterno l'operato di 4 giudici, il primo presente all'episodio dei fasci siciliani dove si finii per sparare sulla folla, il secondo un giudice che approfitta dell'occasione per andare a letto con la moglie di un detenuto di cui è responsabile in processo , il terzo giudice si suicida quando scopre che il figlio direttore di banca è un ladro. il libro termina con il giudizio di tre giudici da parte di una verità superiore non meglio definita e con la pazzia del protagonista che poi all'improvviso capendo che la giustizia è il suo lavoro, il suo campo e che soccombere all'ingiustizia (riferito anche ad una giustizia imperfetta)è errato rinsavisce. è un libro troppo “fatto e finito”i ragionamenti sembrano buttati li come sentenze morali(neanche troppo profonde) piuttosto che come materiale fruibile e aperto al dialogo e al cambiamento. i pensieri sono spesso stereotipati , troppo indefiniti e applicabili a tutto per essere chiari e basati più su frasi fatte che su opinioni vere. leggendolo si ha l'impressione di ascoltare l'anziano signore dell'autobus che moraleggia su mussolini e su come si stava meglio quando si stava peggio. stesso vuoto ideologico. in qualche parte più centrale migliora un po' per poi ripiombare nella più totale banalità. è un libro scontato che non dice niente di nuovo, in ogni pagina è palese che l'autore cerca di essere profondo senza riuscirci minimamente. l'unico vantaggio del libro è che è corto.


non mi è piaciuto per niente

non leggetelo


uno smack


postato da: wolfina84 alle ore 20:11 | link | commenti (1)
categorie: libri
lunedì, 07 aprile 2008

la pianista- jelinek

La pianista è un libro che non lascia spazio a vie di mezzo: o lo si odia o lo si ama. essendo un libro per il quale l'autrice è stata premiata col nobel ci si aspetterebbe chissà che ma in realtà è un opera che delude, vi spiego perchè: la protagonista è una pianista fallita che insegna al conservatorio perchè non è riuscita a raggiungere nessun altro obiettivo, è una donna sola , egoista, convinta di essere una persona “unica” e quindi superiore a tutti gli altri,è arrabbiata e colpisce di nascosto i passeggeri del'autobus su cui sta . fin qui direte che noia e difatti è cosi ma andiamo avanti, questa donna ha un rapporto di amore odio con la mamma che in pratica la rinchiude in casa dominandola con sottili giochi di potere basate sulla comodità e la tranquillità di una casa pulita , ordinata con regole molto rigide. la pianista accetta il potere della madre come ha sempre fatto fin da quando da piccola la costringeva a suonare invece che a stare con i coetanei. accetta di indossare umili camicette di cotone e lunghe e antiquate gonne, di non truccarsi, di non frequentare uomini, di non avere neanche un letto suo in quanto costretta a dividerlo con la madre. ma la pianista ha una vita segreta(finalmente un po' di movimento!! sai che noia sennò) di tanto in tanto va al cinema per vedere film porno, spia le coppiette nei parchi e paga per vedere le spogliarelliste. la cosa si farebbe interessante se tutta questa parte di lei non venisse esaminata soltanto come una sporca perversione che l'autrice esamina solo in modo superficiale e intellettualoide, senza la benchè minima cognizione di causa e senza entrare nello specifico delle ragioni psicologiche di queste azioni, che in questo modo non risultano giustificate in alcun modo se non con un lavoro del lettore che può supporre ma non stabilire con certezza . ma andiamo avanti , nel momento clou del libro quando lei confessa al suo allievo amante quello che le piace, lui rimane disgustato e allibito e dice qualcosa del tipo: ma come tu che conosci cosi bene chopen ami queste cose? E' un giudizio così netto e superficiale, dato sopratutto da una che conosce queste cose solo a livello accademico cosa che è manifesta in ogni parola, che il libro ne risulta svuotato e ricolmo di noia. Ed è un peccato perchè le prime descrizioni del rapporto psicologico madre-figlia sono davvero ben fatte, scritte con tratti bruschi ma ben definiti , fanno arrabbiare e anche un po' disgustano, quindi funzionano alla perfezione, solo l'autrice si perde nelle ultime parti.. il finale è assurdo e ridicolo, in pratica la protagonista trova un uomo che la sottomette picchiandola e lei scopre che non è quello che desiderava. E dunque?? e' un finale scritto senza il minimo spessore psicologico in contrasto con tutto il libro che, onestamente, sembra correre su mille binari diversi senza condurre da nessuna parte, è una specie di roba informa insomma. di bello c'è giusto qualche scena erotica abbastanza evocativa e alcune tra le prime descrizioni psicologiche, per il resto è una noia mortale, con personaggi ( a parte la protagonista) stereotipati e banali che non dicono niente. E' il classico libro in cui la scrittrice mostra tutta la sua bravura senza però riuscire a dire assolutamente nulla. è un puro esercizio di tecnica , il contenuto l'ha scordato a casa.. peccato, data la struttura poteva uscirne una bella storia.. non è stato cosi..


se ne avete l'occasione NON leggetelo e dedicatevi a qualcosa di più fruttuoso = )


un bacino


postato da: wolfina84 alle ore 22:35 | link | commenti (2)
categorie: libri