è un'opera straziante, guardavo le ultime battute, sublimi, sottolineate da una musica avvolgente e adatta, e piangevo dalla commozione. non mi capitava da moltissimo, ma quest'opera è d'avvero troppo perfetta, troppo bella, troppo intesa per lasciare indifferenti, un capolavoro, senza mezzi termini, travolgente.
quando m'imbatto in cose così mi sento come se la parte più profonda di me venisse sollevata, fatta volare, rinfrancata. e come una boccata d'aria fresca e pulita dopo una giornata in una stanza chiusa: una goduria, un piacere sottile, intenso, indescrivibile, dopo che lo provi non sei più lo stesso di prima. E' aria fresca per l'anima. Ma è ancora difficile da spiegare, le opere liriche sono musica, musica pura, musica che avvolge tutto come un manto di neve soffice, e non solo le parole, ma i gesti degli attori , le emozioni che provano,persino i silenzi.. tutto è avvolto e descritto con la musica, e se un silenzio vale più di mille parole, un fagotto e un clarinetto insieme possono dirti qualcosa ad un livello che le parole non toccano nemmeno, ad un livello tanto incorporato in noi da essere intuitivo, ma non mi spiego bene, non esistono parole per descriverlo è troppo bello! quello che posso dirvi è che la lirica riesce a emozionarmi come forse solo i libri più eccelsi e il pattinaggio sul ghiaccio sanno fare, mi prende del tutto,completamente, sempre e quando finisce mi sento sempre un po' cambiata rispetto a prima o forse solo consapevole di una cosa bella che prima non conoscevo. ma sto straparlando, quello che voglio dire è che un opera meravigliosa. Vedetela.
tutto qui
La pelle del giudice è un libro riflessivo che parla, come si intuisce dal titolo, della giustizia. La storia riguarda un giudice che, diventato svogliato e cinico riguardo il suo mestiere, inizia a riflettere sul significato profondo del termine giustizia, lo fa esaminando dall' esterno l'operato di 4 giudici, il primo presente all'episodio dei fasci siciliani dove si finii per sparare sulla folla, il secondo un giudice che approfitta dell'occasione per andare a letto con la moglie di un detenuto di cui è responsabile in processo , il terzo giudice si suicida quando scopre che il figlio direttore di banca è un ladro. il libro termina con il giudizio di tre giudici da parte di una verità superiore non meglio definita e con la pazzia del protagonista che poi all'improvviso capendo che la giustizia è il suo lavoro, il suo campo e che soccombere all'ingiustizia (riferito anche ad una giustizia imperfetta)è errato rinsavisce. è un libro troppo “fatto e finito”i ragionamenti sembrano buttati li come sentenze morali(neanche troppo profonde) piuttosto che come materiale fruibile e aperto al dialogo e al cambiamento. i pensieri sono spesso stereotipati , troppo indefiniti e applicabili a tutto per essere chiari e basati più su frasi fatte che su opinioni vere. leggendolo si ha l'impressione di ascoltare l'anziano signore dell'autobus che moraleggia su mussolini e su come si stava meglio quando si stava peggio. stesso vuoto ideologico. in qualche parte più centrale migliora un po' per poi ripiombare nella più totale banalità. è un libro scontato che non dice niente di nuovo, in ogni pagina è palese che l'autore cerca di essere profondo senza riuscirci minimamente. l'unico vantaggio del libro è che è corto.
non mi è piaciuto per niente
non leggetelo
uno smack
La pianista è un libro che non lascia spazio a vie di mezzo: o lo si odia o lo si ama. essendo un libro per il quale l'autrice è stata premiata col nobel ci si aspetterebbe chissà che ma in realtà è un opera che delude, vi spiego perchè: la protagonista è una pianista fallita che insegna al conservatorio perchè non è riuscita a raggiungere nessun altro obiettivo, è una donna sola , egoista, convinta di essere una persona “unica” e quindi superiore a tutti gli altri,è arrabbiata e colpisce di nascosto i passeggeri del'autobus su cui sta . fin qui direte che noia e difatti è cosi ma andiamo avanti, questa donna ha un rapporto di amore odio con la mamma che in pratica la rinchiude in casa dominandola con sottili giochi di potere basate sulla comodità e la tranquillità di una casa pulita , ordinata con regole molto rigide. la pianista accetta il potere della madre come ha sempre fatto fin da quando da piccola la costringeva a suonare invece che a stare con i coetanei. accetta di indossare umili camicette di cotone e lunghe e antiquate gonne, di non truccarsi, di non frequentare uomini, di non avere neanche un letto suo in quanto costretta a dividerlo con la madre. ma la pianista ha una vita segreta(finalmente un po' di movimento!! sai che noia sennò) di tanto in tanto va al cinema per vedere film porno, spia le coppiette nei parchi e paga per vedere le spogliarelliste. la cosa si farebbe interessante se tutta questa parte di lei non venisse esaminata soltanto come una sporca perversione che l'autrice esamina solo in modo superficiale e intellettualoide, senza la benchè minima cognizione di causa e senza entrare nello specifico delle ragioni psicologiche di queste azioni, che in questo modo non risultano giustificate in alcun modo se non con un lavoro del lettore che può supporre ma non stabilire con certezza . ma andiamo avanti , nel momento clou del libro quando lei confessa al suo allievo amante quello che le piace, lui rimane disgustato e allibito e dice qualcosa del tipo: ma come tu che conosci cosi bene chopen ami queste cose? E' un giudizio così netto e superficiale, dato sopratutto da una che conosce queste cose solo a livello accademico cosa che è manifesta in ogni parola, che il libro ne risulta svuotato e ricolmo di noia. Ed è un peccato perchè le prime descrizioni del rapporto psicologico madre-figlia sono davvero ben fatte, scritte con tratti bruschi ma ben definiti , fanno arrabbiare e anche un po' disgustano, quindi funzionano alla perfezione, solo l'autrice si perde nelle ultime parti.. il finale è assurdo e ridicolo, in pratica la protagonista trova un uomo che la sottomette picchiandola e lei scopre che non è quello che desiderava. E dunque?? e' un finale scritto senza il minimo spessore psicologico in contrasto con tutto il libro che, onestamente, sembra correre su mille binari diversi senza condurre da nessuna parte, è una specie di roba informa insomma. di bello c'è giusto qualche scena erotica abbastanza evocativa e alcune tra le prime descrizioni psicologiche, per il resto è una noia mortale, con personaggi ( a parte la protagonista) stereotipati e banali che non dicono niente. E' il classico libro in cui la scrittrice mostra tutta la sua bravura senza però riuscire a dire assolutamente nulla. è un puro esercizio di tecnica , il contenuto l'ha scordato a casa.. peccato, data la struttura poteva uscirne una bella storia.. non è stato cosi..
se ne avete l'occasione NON leggetelo e dedicatevi a qualcosa di più fruttuoso = )
un bacino