Chi sono

Utente: wolfina84
Nome: adriana

Commenti recenti

utente anonimo in lost

Archivio

oggi
febbraio 2009
gennaio 2009
--- 2008 ---
--- 2007 ---
--- 2006 ---

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte
lunedì, 28 gennaio 2008

Oh ,my god!!!!

Avete presente quando siete assolutamente certi di qualcosa e poi scoprite che non è cosi e ci restate di sasso?? mi è successo oggi.. ho scoperto, udite udite che Hawthorne( l'autore della lettera scarlatta per intenderci) è un uomo   O 0
sono allibita , non so che dire. il libro che sto leggendo adesso(la lettera scarlatta appunto) è dell'800 e di conseguenza mai e poi mai avrei potuto credere che un uomo di quell'epoca potesse scrivere un'opera cosi sublime, intelligente sottile.. cavolo sarò sessista ma mi sarei giocata il braccio destro che l'avesse scritto una donna, in quanto solo lei capace di rendere tanto bene le psicologie, i sentimenti il dolore, è unire il tutto  in una trama avvincente e  affascinante come questa.

Quindi ok sono una sporca razzista prevenuta verso gli uomini dell'1800 = )

un bacino a tutti

ps tra l'altro riguardando un episodio di popular della prima serie (il 14 credo) si parla del libro in una serie di lezioni sulla scrittura Femminista. ihihi, grande papera. ma vabbè  si può  flirtare l'errore dicendo che essendo un libro su una donna di fatto è un libro femminista, ma boh, non mi convince..

ri smack

postato da: wolfina84 alle ore 21:13 | link | commenti (5)
categorie: libri
domenica, 27 gennaio 2008

Leggereee!!!!(per ora amo i punti esclamativi)

"Abbassò le palpebre, si addormentò. Da quel viso di statua uscì una voce di gesso. Persi la testa: chi raccontava? Che cosa? A chi?Mia madre si era assentata: non un sorriso , non un segno di connivenza, ero in esilio.. dopo un pò capii : era il libro che parlava. Ne uscivano frasi che mi mettevano paura: ne uscivano dei veri millepiedi, formicolavano sillabe e lettere, si stiravano dittonghi, vibravano le doppie [..] qualche volta sparivano prima che le potessi capire [..].Sicuramente questo discorso non mi era destinato.Quanto alla storia si era vestita a festa: il falegname, sua moglie e le figlie , la fata, tutti quegli esseri, nostri simili, avevano preso una certa maestà. Si parlava dei loro stracci con magnificenza, le parole si distendevano sulle cose, trasformando le azioni in riti e gli avvenimenti in cerimonie."

Non ci posso fare niente , studiare in questa università mi emoziona, ogni cosa che leggo mi manda in brodo di giuggiole, non riesco solo a studiare, mi faccio prendere del tutto quello che leggo e sopratutto mi diverto un mondo.. sarò pazza ma sento di aver trovato in essa una parte di me che avevo scordato, strano a dirsi ma forse dopo tanti giri ho scoperto quello che sono e so cosa voglio essere. forse ho trovato il mio posto.. chissà.. vi terrò aggiornati.

un bacino mega frizzante a tutti

postato da: wolfina84 alle ore 21:47 | link | commenti
categorie: citazioni
lunedì, 21 gennaio 2008

Jussif, il narratore di odori a colore

Jussif Muhammad Arrab si svegliò di colpo e si ritrovò seduto sul pavimento fresco della sua nuova casa.

Era fine estate e lui dormiva per terra su di una stuoia, come faceva quando ancora abitava in Marocco, sulla terrazza della casa dei nonni, sotto al cielo asciutto della notte.

Aveva sognato l'asino nano di Ibraim. Ibraim era stato il suo vicino di casa ed il suo asino era stato un buon compagno nei pomeriggi lunghi d'estate. Si lasciava cavalcare, gli veniva addosso e lo spingeva con il muso umido ed a volte sembrava ridere di lui con i denti in mostra tra le grosse labbra. Era un asino molto piccolo e biondo.

Jussif lo salutava quando, all'alba Ibraim lo portava via con le borse di paglia larghe sui fianchi, per usarlo nel trasporto della menta, ed era felice al suo ritorno. Profumava di menta, di fieno e di caldo umido. Così Jussif si svegliò un po' triste e pensando all'asino si preparò per uscire. Era il suo terzo giorno di scuola e già conosceva la strada da percorrere svelto al mattino. In questa città a quest'ora, la strada odorava di pane, ma solo sull'angolo vicino alla scuola, e per il resto di umido. Diverso dall'odore di frittura e di menta a cui era abituato.

E i compagni odoravano di detersivo e dentifricio, non di olive e montone. La classe odorava di ...niente, e non di stuoie e di legno come quella di prima.

Le cose nuove da imparare, oltre agli odori, dovevano essere una quantità inimmaginabile, questo l'aveva capito subito al suo arrivo Jussif, ma non lo preoccupavano. Lui, pensava, poteva mettere insieme gli odori di lì e di qui e ricordarli tutti, dunque avrebbe potuto mettere insieme suoni, parole e qualsiasi altra cosa.

A scuola arrivarono i compagni e le compagne. Arrivò anche la maestra ed iniziò la lezione. Raccontava di un popolo antico che combatteva con lance e scudi ed aveva occupato anche l'Africa: i Romani.

Jussif vedeva squadroni compatti di uomini armati, con tuniche ed elmi, sulle illustrazioni del suo libro. Camminavano nella spianata al di là delle mura della città... e poi si accorse che dall'altra parte delle mura c'era la sua città, c'erano arabi scalzi e con i turbanti e piccoli cavalli scalpitavano dietro le mura.

Iniziò a disegnare, mentre la maestra raccontava. Alla fine della lezione ebbe un gran successo tra i compagni con il suo disegno. Solo lui gli aveva mostrato cosa c'era dietro il muro della città.

Ebbe più successo di quanto avesse con la trottola da lancio e certamente assai più che a parlare con loro e più di anche di quando giocavano a pallone, cosa in cui se la cavava benino.

Ed imparò anche che con il disegno attirava l'attenzione degli altri, meglio che con le parole!

Successe qualche giorno dopo, che Jussif andasse a comperare i pomodori per la mamma ed in un vicolo ritrovasse l'odore di verdura della piazza degli ebrei, giù al fiume. Quell'odore era un po' puzza di verdura marcia ed un po' profumo di fiori di campo. Di nuovo ebbe una gran nostalgia. Vedeva il cielo chiaro del pomeriggio ed i suoi amici, ognuno portava un secchio, una pentola o una teiera. Erano i giorni che le mamme li mandavano con le pentole bucate, da far riparare da Kamal, il lattoniere ebreo. Kamal abitava dopo il mercato, vicino al fiume colorato dai colori delle concerie e maleodorante. Aveva un occhio solo, al posto dell'altro una ferita rimarginata; era vecchio, ma sembrava gli bastasse solo qualche gesto per fare tutto il lavoro. La bottega era poco più grande di uno scatolone e nera; in fondo luccicavano nel buio due o tre secchi nuovi di zinco.

Scendevano insieme, Jussif e gli amici, facendo dondolare secchi e pentole, li lasciavano a Kamal, e nell'attesa andavano al mercato ebreo profumato di mandarini a fare un giro. Magari comperavano un cartoccio di ceci arrostiti o un chewing gum, se qualcuno di loro aveva un mezzo dirham. Ciondolavano sul muretto, aspettando, e guardavano le bambine che a quell'ora del pomeriggio passavano con le lunghe assi sulla testa su cui portavano il pane al forno per farlo cuocere. Poi era quasi notte quando risalivano verso le loro case con le pentole ed i secchi aggiustati e lucidati. Così quando tornò a scuola ed ognuno doveva scrivere un tema dal titolo "casa mia", Jussif mise solo una parola "Marocco" e poi iniziò a disegnare ...odori.

Odore di asino di Ibraim, e il suo calore ...e vene fuori dalla sua matita il muso dell'animale, la coda corta, i fianchi larghi. Odore del mercato di spezie e disegnò cesti ripieni di spezie colorate, di ceci arrostiti, nocciole, semi di ogni tipo. Odore di colazione del mattino e disegnò il friggitore di ciambelle con il suo grosso bidone di olio bollente, il gesto veloce con cui faceva filare la pasta morbida delle ciambelle, il bastone con cui le infilava. Odore di quando si esce da scuola e si pestano la menta e le erbe rimaste a terra dopo il mercato, e disegnò gli uomini seduti davanti ai caffè , le donne davanti ai tavolini bassi di casa, con i loro bicchieri di tè fumante e profumato. Ed odore di terra battuta, cioè odore di giochi in piazza, e disegnò la trottola con il lungo filo ed i bimbi più piccoli seduti per terra o saltellanti su un piede.

Odore di mandarino e Jussif disegnò il mercato ed i suoi amici con i secchi e le teiere ed il vecchio Kamal nella sua bottega, come un armadio nero aperto sulla strada. Odore di pelle e di mordente, e disegnò i pozzi colorati dove uomini scalzi, con i pantaloni arrotolati, si immergevano per tingere le pelli e ne uscivano ognuno di un colore diverso: un uomo giallo sino alla vita, uno rosso sulle braccia e le gambe, uno nero.

Jussif non finì il tema quel giorno, e nemmeno il giorno dopo. I suoi compagni e la maestra guardavano i suoi disegni e chiedevano mille cose, guardavano i suoi disegni e gli dicevano le parole italiane per descrivere le cose. Gli raccontavano le loro storie di giochi, di colori, di odori, di vita quotidiana o di fantasia.

Jussif continuò a disegnare per giorni. Alla fine aveva esaurito gli odori, consumati i pastelli e fatto molti amici ed imparato a conoscere la sua nuova terra attraverso i suoi amici.

Jussif da grande girò il mondo e diventò un narratore di storie d'odore a colori.


postato da: wolfina84 alle ore 15:39 | link | commenti (2)
categorie: varie
domenica, 20 gennaio 2008

scrivere


E così vorresti fare lo scrittore?




se non ti esplode dentro

a dispetto di tutto,

non farlo. a meno che non ti venga dritto

dal cuore e dalla mente e dalla bocca

e dalle viscere,

non farlo.

se devi startene seduto per ore

a fissare lo schermo del computer

o curvo sulla

macchina da scrivere

alla ricerca delle parole,

non farlo.

se lo fai per soldi o per

fama,

non farlo.

se lo fai perché vuoi

delle donne nel letto,

non farlo.

se devi startene lì

a scrivere e riscrivere,

non farlo.

se è già una fatica il solo pensiero di farlo,

non farlo.

se stai cercando di scrivere come qualcun

altro,

lascia perdere...


(charles Bukowsky)

 



postato da: wolfina84 alle ore 23:39 | link | commenti (4)
categorie: citazioni
venerdì, 18 gennaio 2008

ventottoooooo!!!!!!!!

E' un periodo abbastanza tranquillo .Da circa un mese non ho più episodi di abbuffate compulsive e riesco a tener fede alla dieta( intesa non come qualcosa per dimagrire ma come un'attenzione particolare per fare pasti equilibrati e ben divisi). ho perso 5 kg in un mese e mezzo e sono tornata nel mio ibc, ma quello non conta perchè quello a cui miro è ben diverso. fino ad un mese fa ero schiava del cibo, mi ingozzavo senza neanche sentire il sapore del cibo , sentendo di non avere nessun controllo su un processo che mi portava a mangiare fino a sentire il vomito e anche a quel punto mi spingeva a mangiare ancora, fino a stare male, senza gusto , solo per riempire un vuoto che non capivo ma derivato da altro. E' una cosa di cui a fasi alterne ho sempre sofferto ma di cui avevo toccato il limite. Adesso provo a capire cosa non va , a risolvere le soluzioni, a stimolarmi, e va meglio,decisamente meglio. ma ho sempre quella strana paura del cibo, preferisco tenerlo lontano , perchè ho paura che cominciando non riuscirei più a controllarmi. in frigo tengo il minimo indispensabile per un pasto e in ogni caso sempre cibi che hanno bisogno molto tempo per essere cotti, cosicchè non rispondono alle immediate esigenze di abbuffate che sento e poi magari mentre cucino posso farmi un tè e riuscire a cambiare idea. o non mangiarli per pigrizia. piccole tecniche per evitare di finire,mentre cerco di capire, con un braccialetto rosso acceso con sfumature viola al polso .(e questo lo capisce solo chi ci è passato).per non arrendermi al problema insomma.

Per il resto ho iniziato a pattinare e grazie ad un manuale tecnico che ho trovato su internet sto facendo grandi progressi. mi sento molto gratificata e soddisfatta. finalmente ho imparato la frenata a T, che non riuscivo a fare, ho scoperto, perchè invece di sollevare il piede e metterlo dietro lo strisciavo (essi lo so ci vuole intelligenza nella vita)cosi mi ammazzavo spesso , sopratutto in discesa. la cosa divertente e che molti considerano la frenata inutile perchè, con i roller, per rallentare basta girare intorno per due volte o fare la classica v, ma questo funziona solo se sei in piano e non vai troppo veloce. Se sei in discesa o hai bisogno di una frenata improvvisa(tipo bambino ti si para davanti in una strada stretta in cui non puoi girargli attorno)è necessaria la frenata a t. mah sarò paranoica ma il fatto di saper frenare(cosa che alla fine ho imparato in 10 minuti scarsi)mi fa stare molto più tranquilla in qualsiasi cosa faccio. Adesso sto imparando a pattinare all'indietro, ma a parte rari momenti di lucidità in cui riesco a fare lunghi tratti da “granchio”, la maggior parte delle volte riesco solo ad arrancare a passettini. non scivolo sul serio . non capisco dove sia il problema, se nella spinta o in altro. Mah comunque i progressi sono costanti e questo mi piace, credo sia uno dei pochi sport in cui non mi sento inchiappata e che invece mi gratifica. vi farò sapere le novità..

infine ieri ho preso 28 nell'esame di intelligenza artificiale. Diciamo che con tutti gli approfondimenti che ho fatto, per il modo in cui la materia mi ha preso , per il tempo dedicategli (3 mesi di studi) mi aspettavo un 30. ma vabbè.. alla fine è una materia di stampo informatico (molte parti matematiche ) , non attinente più di tanto al mio corso e in linea di massimo abbastanza grande( gli studenti normali la danno al secondo anno , mentre io l'ho data come prima materia al primo)quindi beh considerato tutto un 28 potrebbe anche starci. spero di far meglio nelle materie che mi piacciono di più cioè letterarie e psicologiche. il 31 gennaio ho lingue dei segni e li spero di rifarmi ampiamente con un meritatissimo e completo 30 .

Per il resto non so che dire, solita vita. Tra circa un mese inizierò un altro corso regionale .Sono interessanti, mi permettono di guadagnare qualcosa e mi tengono impegnata senza prendermi troppo tempo mentre faccio l'università. quindi al momento va bene così. l'anno prossimo probabilmente farò il servizio civile ma per adesso vado avanti con i corsi che, tra l'altro, mi forniscono degli ottimi approfondimenti e titoli che , attinenti alle materie che studio all'uni, potrebbero servirmi più avanti. Quindi, per quel che mi riguarda, viva i corsi regionali = )


beh tutto qui

un bacino a tutti

a presto



postato da: wolfina84 alle ore 13:24 | link | commenti (2)
categorie: varie