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venerdì, 28 dicembre 2007

il visconte dimezzato-italo calvino

Il visconte dimezzato è una storia allegra e divertente ma con un retrogusto profondo e serio. parla di un conte che durante la guerra viene diviso in due da una cannonata. Le due parti tornano al paese in tempi diversi ma dimostrano da subito delle enormi differenze, la prima in fatti soprannominata il gramo è cattivissima mentre la seconda buona. Andando avanti però questa distinzione così netta sfumerà mostrando che entrambe le due parte sono disumane, illogiche, folli e crudeli. se il gramo andrà in giro a far impiccare le persone e a dividere o bruciare ogni cosa che incontra, il buono compierà opere giuste che poi per la troppa purezza si riveleranno cattive. Regala un bastone un un uomo che poi lo userà per picchiare la moglie, o predicherà tanto contro la superficialità degli strumenti musicali da togliere ai lebbrosi l'unica fonte di conforto della propria vita. cose così insomma. in breve tutti li odiano. Accade però un fatto imprevisto: le due parti s'innamorano della stessa donna e si sfidano a duello per lei.. rimasti gravemente feriti, si fanno aiutare dal medico che li ricuce formando un unica persona che finalmente, nella media via, ritrova la saggezza. Oltre la parte vivace e narrativa, ogni personaggio viene descritto in modo approfondito come a rappresentare una parte della società. Abbiamo i lebbrosi che possono essere considerati una metafora degli artisti decadenti, il medico e il carpentiere che invece mostrano come scienza e tecniche siano spesso staccati da ogni dose minima di umanità e buon senso(il carpentiere costruisce forche sempre più efficaci e il medico scappa davanti ai malati per andare in cerca di fuochi fatui),poi c'è il narratore che è anche il nipote del visconte che pur essendo un unico ragazzo si sente diviso dentro, perchè è figlio della sorella del visconte e di un contadino e tutto questo lo rende un ibrido ,una via di mezzo e lo costringe a vivere quindi una vita incompleta. Interessante anche la riflessione che fa il carpentiere sulla facilità di realizzare macchine per scopi non buoni piuttosto che per motivi giusti e umani. Insomma è un libro che è la giusta via di mezzo tra serietà e leggerezza,il risultato è piuttosto interessante -quindi leggetelo se avete tempo.


postato da: wolfina84 alle ore 15:17 | link | commenti (1)
categorie: libri
mercoledì, 19 dicembre 2007

ode al carciofo

Neruda ha il dono di fare delle cose più quotidiane e normali una poesia, l'ode al carciofo ne un esempio lampante ,infatti cosa c'è di più conosciuto e normale di un carciofo? siamo tanto abituati a vederlo che neanche lo osserviamo più ne ci stupiamo  di tenerlo in mano. Da quando ho letto questa poesia (tra l'altro anche famosa perchè citata nel postino) tutte le volte che vedo un carciofo ci ripenso e nell'immaginarlo impettito e pronto a combattere faccio un sorriso = )

ma basta parole ecco a voi la poesia:

Il carciofo dal tenero cuore si vestì da guerriero,
ispida edificò una piccola cupola,
si mantenne all'asciutto sotto le sue squame,
vicino al lui i vegetali impazziti si arricciarono,
divennero viticci,
infiorescenze commoventi rizomi;
sotterranea dormì la carota dai baffi rossi,
la vigna inaridì i suoi rami dai quali sale il vino,
la verza si mise a provar gonne,
l'origano a profumare il mondo,
e il dolce carciofo lì nell'orto vestito da guerriero,
brunito come bomba a mano,
orgoglioso,
e un bel giorno,
a ranghi serrati,
in grandi canestri di vimini,
marciò verso il mercato a realizzare il suo sogno:
la milizia.
Nei filari mai fu così marziale come al mercato,
gli uomini in mezzo ai legumi coi bianchi spolverini erano i generali dei carciofi,
file compatte,
voci di comando e la detonazione di una cassetta che cade,
ma allora arriva Maria col suo paniere,
sceglie un carciofo,
non lo teme,
lo esamina,
l'osserva contro luce come se fosse un uovo,
lo compra,
lo confonde nella sua borsa con un paio di scarpe,
con un cavolo e una bottiglia di aceto finché,
entrando in cucina,
lo tuffa nella pentola.
Così finisce in pace la carriera del vegetale armato che si chiama carciofo,
poi squama per squama spogliamo la delizia e mangiamo la pacifica pasta
del suo cuore verde.

un bacino a tutti

postato da: wolfina84 alle ore 12:12 | link | commenti (7)
categorie: poesie
lunedì, 17 dicembre 2007

mai dire mai

Non c'è che dire sono allibita e onestamente anche un pò schifata. in questo momento in tutte le carceri d'italia 41 detenuti stanno continuando uno sciopero della fame ad oltranza per far  muovere qualcosa contro la pena dell'ergastolo , cioè del carcere a vita. Oltre a loro che continueranno fino alla morte(o almeno finchè qualcuno non li costringerà a smettere),  oltre a loro dicevo 760 detenuti hanno scioperato per tre giorni senza mangiare e ben 13600 cittadini liberi hanno fatto lo stesso come appoggio alla protesta.

Quello che mi fa davvero schifo è che attualmente sono già più di 10 giorni che quei detenuti non mangiano e nessuno ne parla. ne telegiornali ne giornali ne nessuno. la cosa è caduta sotto silenzio , mentre in prima pagina arrivano cose molto più stupide.E' davvero una cosa schifosa, simbolo che della gente che sta in carcere non frega a nessuno,e che anzi non pensarci è meglio.Alla faccia del buonismo natalizio e cavolate simili.ma cmq..

Lo scopo della protesta è che si discuta in senato il prima possibile il disegno di legge As/1198 riguardante appunto l'abolizione dell'ergastolo.

una delle frasi tipiche degli scioperanti ad oltranza è"non abbiamo niente da perdere se non le catene"e in effetti per un ergastolano che non vedrà mai più la liberta, costretto a vivere un giorno uguale all'altro in una specie di limbo, vivere o morire non è molto diverso. Ad un'agonia di una vita cosi forse è davvero meglio la pena di morte , perchè almeno in quel caso soffri 10 minuti e poi basta e non anni e anni come capita con l'ergastolo che causa più una morte dell'anima che una fisica. perchè se tanto non potrai uscire che senso ha studiare, leggere, provare a vivere o cambiare??Puoi farlo lo stesso off course ma sei come dire.. demotivato ecco, perchè anche se ti impegni, prendi chessò una laurea in giurisprudenza non potrai farla fruttare per niente e resterà solo una cosa per te e nessun altro, una cosa che finisce là, mentre all'esterno magari potresti essere utile e grazie alla laurea riuscire ,forse, e con i giusti aiuti a rifarti una vita..

Tutto questo è espresso molto bene dagli ergastolani stessi in un interessante sito chiamato informacarcere. it, che oltre ad essere fatto molto bene e scritto quasi del tutto da prigionieri e permette quindi di toccare con mano la realtà carceraria in tutti i suoi aspetti  positivi e non.

personalmente mi rendo conto che per avere l'ergastolo certe persone hanno dovuto fare delle cose terribili (omicidi e simili) e so che nella assegnazione della pena questo è fondamentale. Solo che il carcere non dovrebbe essere qualcosa di più di una semplice discarica dove gettare la spazzatura umana che non vogliamo avere sotto gli occhi? non dovrebbe puntare alla riabilitazione, all'evoluzione dell'individuo? Quello che voglio dire è che posso capire che per noi cittadini il fatto che esista l'ergastolo è forse un bene , ma mi chiedo non è possibile che una persona che ha ucciso e ucciso e ancora ucciso,, possa, con una oppurtuna guida psichiatrica e giusti stimoli sociali ,riuscire a evolversi abbastanza da potersi reintegrare in società?voglio dire in 40-50 anni passati in carcere ne succedono di cose, perchè escludere che una persona possa cambiare? in fondo tra i detenuti condannati alla sedia elettrica in america abbiamo nientemeno che un nobel per la pace. voglio dire magari capita una volta su mille ma perchè non dare una possibilità? Come avrete capito sono a favore dell'abolizione dell'ergastolo, ma sopratutto per azioni atte ad aiutare i detenuti ad aiutarsi più che autodistruggersi. troppo idealista? probabile ma è la mia opinione.

passate da informacarcere. it se vi capita è davvero interessante

tutto qui
un bacino a tutti
a presto

postato da: wolfina84 alle ore 15:55 | link | commenti
categorie: attualitĂ 
domenica, 16 dicembre 2007

in ascolto -Hannah Merker

“Una volta... Mia madre mi ha chiesto se il tulipano giallo avesse un suo suono. Non sono riuscita a spiegarle che il colore è privo di sonorità ; sembrava convinta che tra suono e colore ci fosse un legame. Allora le dissi che il suono del rosso era forte, come un tramonto estivo, che il nero aveva la voce del tuono, che l'azzurro aveva il suono dell'acqua fresca che scorre.. che il porpora ricordava il suono dell'uva, l'argento quello della luna che sorge, il rosa aveva lo stesso suono del rosso, ma senza rabbia. Voleva sapere del giallo? .. le ho detto che il giallo ha il suono del tiepido sole del mattino, che scioglie il ghiaccio invernale.”
(Ruth Sidransky)

In realtà mi sono avvicinata a questo libro per scopi tutt altro che nobili: volevo il 30 in lingua dei segni, ed essendo tra tutti il libro più grosso e meno scelto l'ho acquistato per portarlo all'esame. E' un libro di lettura non un testo di studio e si rivelato subito capace di attirare la mia attenzione. Un po' come un universo parallelo questo libro cambia la visuale che hai del mondo e sopratutto dei SUONI , rumori e frammenti di vita a cui ormai non facciamo più caso ne diamo importanza. non a caso circa a metà libro e proprio la donna sorda ad insegnare ad ascoltare all'udente. Con i ricordi dei suoni nella testa e l'aiuto di un cane guida per sordi, lei vede i movimenti, i cambiamenti e ,tramite il ricordo, immagina i suoni che essi producono. in pratica ascolta. Ma non è cosi semplice, il libro è un percorso , un riscoprire che dopo il lampo c'è sempre il tuono. una lotta contro il silenzio e l'isolamento che l'essere sordi crea. perchè , come dice l'autrice ,una persona handicappata ha un segnale immediato del suo handicap agli occhi degli altri, può essere la sedia rotelle o le stampelle o gli occhiali per i ciechi.. ma per i sordi non è cosi e quindi chiunque ti vede ti scambia per una persona normale e, di conseguenza, non fa niente per venirti incontro nel tuo handicap. Questo crea isolamento, solitudine difficoltà di comunicazione e via dicendo..


è un libro ben fatto che merita d'essere letto per le sue descrizioni allo stesso tempo dure e poetiche e per lo scorcio che da di un mondo a cui , purtroppo, noi spesso non pensiamo mai..


leggetelo se vi capita.


postato da: wolfina84 alle ore 23:00 | link | commenti (3)
categorie: libri
sabato, 08 dicembre 2007

religione

        “Coloro che combattono la religione imparino almeno qual ella sia, prima di combatterla. Se
questa religione si vantasse d'avere una veduta chiara di Dio, e di possederlo senza velo, sarebbe un combatterla il dire che non si vede niente nel mondo che lo mostri con tanta evidenza. Ma poiché
dice, anzi, essere gli uomini nelle tenebre e lontani da Dio, il quale s'è nascosto alla loro cognizione,
ed essere appunto il nome ch'egli si dà nelle Scritture, Deus absconditus... qual vantaggio possono
essi trarre, allorché nella negligenza che professano quanto alla scienza della verità, gridano che la
verità non vien loro mostrata?”
                                                                            (Pascal)

Beh che dire? meno male che ci sono gli scrittori che ci facilitano la vita nell'espressione dei concetti. Ho provato a dire la stessa cosa almeno un miliardo di volte, ma cavolo non mi è mai venuto fuori mai niente di cosi azzeccato e diretto.

Come dicevo meno male che ci sono gli scrittori. = )

un grande ciao a tutti

postato da: wolfina84 alle ore 21:54 | link | commenti
categorie: citazioni