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giovedì, 26 luglio 2007

imparare qualcosa

Come diceva un  monaco buddista nel film samsara:

A volte per imparare davvero qualcosa è necessario disimpararlo.

Credo sia cosi, secondo me infatti è molto diverso non fare qualcosa solo perchè altri ti hanno detto di non farla(religioni, convenzioni sociali) o per pigrizia , paure delle conseguenze o solo perchè si è conosciuta solo una visione del mondo e si ha troppo paura per metterla in dubbio.

Quando invece metti in discussione quello in cui credi , sperimenti sulla tua pelle gli effetti e di conseguenza se decidi di non compiere più un'azione è per consapevolezza e non per pura fiducia o pigrizia.

Credo di essere a questo punto.. Adesso che ho messo in discussione, esaminato, infranto ogni singolo valore e principio in cui credevo , adesso che ho fatto questo, sono pronta a riesaminare il tutto e decidere liberamente quali valori perseguire e quali no, e quindi decidere chi voglio essere. in piena libertà e consapevolezza però   =  )

 

 


postato da: wolfina84 alle ore 08:30 | link | commenti
categorie: riflessioni
sabato, 14 luglio 2007

piccolo guasto

Scrivo per segnalare ke il mio pc è nuovamente e inspiegabilmente K.O. ke barba ..al fine di evitare atroci post sgrammaticati come quello sotto( scritto di tutta fretta nell'ora di informatica del corso) il blog entrerà in una più o meno lunga pausa.. ci vediamo tra qualche settimana quindi

uno smack a tutti

buone vacanze


postato da: wolfina84 alle ore 15:01 | link | commenti (2)
categorie: varie
martedì, 10 luglio 2007

i malavoglia

A volte capita di studiare un qualcosa sui libri di scuola ma appena entrati in contatto diretto con l'oggetto di studio si ha una percezione del tutto diversa da quella che i libri ti avevano mostrato.

A me è successo con i malavoglia...

 ho sempre studiato che questo libro racconta di una famiglia di vinti, che perde tutto, di conseguenza l'ho sempre immaginato come un libro duro e senza speranze ma in effetti non è così.

è vero i malavoglia perdono tutto. Bastianazzo muore in mare,luca in guerra, la longa di colera,'ntoni viene arrestato per omicidio,lia scappa per l'onta delle malelingue che la vedevano rapportarsi con don michele, padron ntoni muorerà di dispiacere. oltre a questo perdono la casa e la barca per un affare di lupini andato male. Detto così può sembrare  un libro senza speranze ma arrivando al finale, a mio avviso , non è così.Alessi infatti si sposa, riesce a riacquistare la casa del nespolo e si trasferisce lì  con la moglie e la sorella Mena. Quindi si il buon nome dei malavoglia è stato infangato da tutte le disgrazie capitategli, ma adesso hanno la casa, dei figli e alessi ha un lavoro, c'è quindi la speranza di recuperare il prestigio sociale e il buon nome di famiglia nell'arco di una massimo di due generazioni. una speranza quindi a mio avviso c'è e, forse, il libro non è cosi tragico come è stato descritto.

Che altro dire? lo stile è perfetto, gli inciuci di paese e i personaggi chiamati con i sopranomi(piedipapera, malavoglia etc) permettono di entrare completamente nella realtà e nell'atmosfera di quel tempo, nell'ambito di un piccolo paesino siciliano.

è un libro appassionante e per nulla pesante che ti trascina in una realtà diversa, incantandoti e legandoti ad ogni pagina senza possibilità di staccarti...

un bel libro , quindi, senza dubbio da leggere :      )

 


postato da: wolfina84 alle ore 10:47 | link | commenti (4)
categorie: libri
mercoledì, 04 luglio 2007

madame Bovary

 
"  Sulla collina c'era un povero diavolo, un vagabondo, che si aggirava di solito fra le diligenze con il suo bastone. Era coperto di stracci e un cappellaccio di castoro, tanto sformato da sembrare una catinella, gli nascondeva il viso; ma quando se lo toglieva, mostrava, al posto delle palpebre, le orbite insanguinate che non potevano chiudersi. La carne si sfilacciava in brandelli rossi, e ne colavano umori che si rapprendevano in croste verdi estese fino al naso, le cui narici nere aspiravano convulsamente. Quando parlava arrovesciava la testa con un riso idiota; allora le pupille, di un azzurro incerto, roteavano con un movimento ininterrotto fino a raggiungere, verso le tempie, la striscia di carne viva e piagata"

è perfetto vero ?? leggendolo te lo vedi davanti, camminare solitario, di notte attorno alla diligenza, malinconico.. riesco quasi a sentirne l'odore, probabilmente acuto, di chi non si lava spesso e passa la sua vita alle intemperie , a contatto con la nuda terra, immagino abbia addosso un  odore d'erba e terra, avete presente??

ma no questo brano non è tratto da king, lovercraft o simili. no, è un frammento di madame Bovary di Flaubert, eheh si sembra strano ma è così..

ho finito questo libro stasera e ne sono rimasta incantata, lo stile è lineare, fatto di descrizioni impeccabili, nè troppo prolisse ne tantomeno troppo corte, senza parole di troppo e con frasi che descrivono bene i personaggi e  i loro sentimenti..

la protagonista, madame Bovary appunto, è una donna annoiata che, appassionata di romanzi, sogna una vita ben diversa da quella che il povero dottore Bovary, pur amandola tantissimo, può darle. cosi lei si concede ad altri , corrompendosi sempre più in raggiri, menzogne e falsità e finendo col indebitarsi gravemente con un mercante che le fornisce  gli accessori  necessari ad interpretare il ruolo di gran signora con gli altri.La storia termina in modo tragico e proprio nel suo ultimo gesto  Emma Bovary mostra tutta la sua codardia di donna che ama fare senza pensare troppo alle conseguenze(ok è un giudizio di valore lo ammetto qualcun altro leggendo potrebbe pensare tutt altro ma questa è la mia opinione), proprio per non accettare le conseguenze Emma decide di morire, suicidandosi con del veleno rubato al farmacista.

come avrete capito la storia non è delle più originali, ma nonostante questo, il magnifico stile di Flaubert riesce a coinvolgerti del tutto nella vita dei personaggi, che non sono mai banali ma ricchi di sfumature e sfaccettature . oltre a questo la storia è ricca di passione, riflessioni e nuovi sviluppi , e questo ti incolla al libro per tutte le 174 pagine della storia..

una delle parti che mi è piaciuta di più per la sua intensa, assolutamente non volgare passionalità è quando Emma incontra Lèon nella cattedrale e lui preso dal furore la tira fuori, chiama una carrozza e ordinando al cocchiere di andare dove più gli aggrada, si dedica alle dolcezza e , non si specifica  ma è sottinteso, all'amore con Emma.

mi piace l'immagine della carrozza che corre tra i vicoli della città , alcuni poveri altri ricchi, mentre Emma e Léon stanno abbarbicati dietro a fare  i loro comodi. la vedo una scena molto intensa , romantica, passionale e mi è piaciuta parecchio.

che altro dire??non so non mi viene in mente nientr altro, solo se vi capita leggetelo, è un libro che merita davvero..

tutto qui
un bacino sul naso  a tutti
a presto


postato da: wolfina84 alle ore 21:55 | link | commenti (2)
categorie: libri
lunedì, 02 luglio 2007

dickinson poesia 326


Quando parlo della
Dickinson tutti immancabilmente assumono l'espressione da pesce lesso, sgranano egli occhi e con l'aria da idioti dicono:"non sapevo che
Dickens scrivesse poesie". Per rimediare all'equivoco ho preso a marcare molto la -inson di dickinson, cosi un giorno una dolce ragazza non molto intelligente se ne uscì con un "amo molto la poesia ma non avevo mai letto niente della Inson, è brava".già .  ..cosi, per merito dei mezzi cervelli in cui costantemente m'imbatto o ( vabbè difendiamoli un pò va) per la mia tremenda dizione (scegliete voi la spiegazione che più vi aggrada), ho finito per citare questa autrice solo per nome. Se ne devo parlare , ne parlo come di Emily,e se la persona sembra interessata ci aggiungo il cognome poi, finora non ci sono stati fraintendimenti, ma sono pessimista e so benissimo che uno di questi giorni qualcuno mi dedicherà un sorriso ebete dicendo con aria imbarazzata:"incredibile non sapevo che la figlia del fornaio all'angolo, scrivesse. è brava". e a quel punto non risponderò più delle mie azioni.  =     )

eeheh vabbè comunque vi incollo la poesia numero 326 della Dickinson, è molto frizzante e allegra, esprime felicità pura e a me ha fatto venir voglia di saltellare materialmente per la stanza.. A voi dunque..


Non so ballare sulle punte
nessuno mi istruì
ma spesso, dentro la testa,
una tale gioia mi possiede,
 
che se avessi nozioni di balletto -
mi esprimerei in piroette
da fare impallidire una troupe
e ammattire una prima donna,
 
e anche se non ho gonna di tulle
o riccioli nei capelli,
né saltello per il pubblico come un uccellino,
le zampette contro l'aria,
 
né tuffo il corpo in palle di piuma,
né scorro su ruote di neve
fino a uscire di scena fra gli applausi
e le richieste del pubblico

e nessuno sa che so quest'arte
che cito agile qui
e nessun manifesto mi vanta -
è tutto esaurito come all'Opera.






postato da: wolfina84 alle ore 17:53 | link | commenti (3)
categorie: poesie