Come diceva un monaco buddista nel film samsara:
A volte per imparare davvero qualcosa è necessario disimpararlo.
Credo sia cosi, secondo me infatti è molto diverso non fare qualcosa solo perchè altri ti hanno detto di non farla(religioni, convenzioni sociali) o per pigrizia , paure delle conseguenze o solo perchè si è conosciuta solo una visione del mondo e si ha troppo paura per metterla in dubbio.
Quando invece metti in discussione quello in cui credi , sperimenti sulla tua pelle gli effetti e di conseguenza se decidi di non compiere più un'azione è per consapevolezza e non per pura fiducia o pigrizia.
Credo di essere a questo punto.. Adesso che ho messo in discussione, esaminato, infranto ogni singolo valore e principio in cui credevo , adesso che ho fatto questo, sono pronta a riesaminare il tutto e decidere liberamente quali valori perseguire e quali no, e quindi decidere chi voglio essere. in piena libertà e consapevolezza però = )
Scrivo per segnalare ke il mio pc è nuovamente e inspiegabilmente K.O. ke barba ..al fine di evitare atroci post sgrammaticati come quello sotto( scritto di tutta fretta nell'ora di informatica del corso) il blog entrerà in una più o meno lunga pausa.. ci vediamo tra qualche settimana quindi
uno smack a tutti
buone vacanze

A volte capita di studiare un qualcosa sui libri di scuola ma appena entrati in contatto diretto con l'oggetto di studio si ha una percezione del tutto diversa da quella che i libri ti avevano mostrato.
A me è successo con i malavoglia...
ho sempre studiato che questo libro racconta di una famiglia di vinti, che perde tutto, di conseguenza l'ho sempre immaginato come un libro duro e senza speranze ma in effetti non è così.
è vero i malavoglia perdono tutto. Bastianazzo muore in mare,luca in guerra, la longa di colera,'ntoni viene arrestato per omicidio,lia scappa per l'onta delle malelingue che la vedevano rapportarsi con don michele, padron ntoni muorerà di dispiacere. oltre a questo perdono la casa e la barca per un affare di lupini andato male. Detto così può sembrare un libro senza speranze ma arrivando al finale, a mio avviso , non è così.Alessi infatti si sposa, riesce a riacquistare la casa del nespolo e si trasferisce lì con la moglie e la sorella Mena. Quindi si il buon nome dei malavoglia è stato infangato da tutte le disgrazie capitategli, ma adesso hanno la casa, dei figli e alessi ha un lavoro, c'è quindi la speranza di recuperare il prestigio sociale e il buon nome di famiglia nell'arco di una massimo di due generazioni. una speranza quindi a mio avviso c'è e, forse, il libro non è cosi tragico come è stato descritto.
Che altro dire? lo stile è perfetto, gli inciuci di paese e i personaggi chiamati con i sopranomi(piedipapera, malavoglia etc) permettono di entrare completamente nella realtà e nell'atmosfera di quel tempo, nell'ambito di un piccolo paesino siciliano.
è un libro appassionante e per nulla pesante che ti trascina in una realtà diversa, incantandoti e legandoti ad ogni pagina senza possibilità di staccarti...
un bel libro , quindi, senza dubbio da leggere : )
