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sabato, 28 aprile 2007

ziggy

Ho appena finito di leggere il libro Ziggy di Dennis Cooper, non so se qualcuno d i voi l’ha mai letto.. è un libro che è fuori produzione ma che sono riuscita a trovare su internet lo stesso..

  Alcune scene di questo libro mi hanno colpito particolarmente.. per esempio quando lo zio dice, dopo aver drogato e stuprato un ragazzino, che me ne frega se sarà fottuto psicologicamente? Io mi sono divertito.. O quando questo stesso ragazzo muore e lo zio non riesce a far nient altro che chiamare un amico e violentare con lui il morto.. o anche quando ziggy è svenuto in bagno e i suoi padri invece di aiutarlo lo violentano… Sono immagini dure, fredde, tutto questo disinteresse, questo voglio solo sesso, il modo con cui considerano ziggy , cioè quasi come un giocattolo, un qualcosa da usare e basta, fa male, è duro.. MI piace il personaggio di ziggy perché è forte,cioè nonostante tutto, con le sue crisi va avanti.. é bello il modo con cui lui si rapporta con calhoun, in modo quasi devoto, senza margini, si da del tutto.. In alcuni parti Ziggy sembra un po’ irreale come personaggio perché è troppo analitico.. cioè per esempio verso la fine quando è sdraiato sul letto, il modo con cui  parla in modo diretto aperto dei suoi problemi, cioè non credo che nella realtà ne parlerebbe così..

Calhoun mi piace perché è freddo, distaccato da tutti, vorrebbe dare di più, soprattutto a Ziggy, ma a paura di farsi coinvolgere troppo..

Cioè lo so sembra strano, ma alla fine questo libro parla di un amicizia tra due ragazzi, e beh nonostante tutto leggerlo mi ha lasciato un retrogusto dolce.. mi è piaciuto abbastanza come libro..

Forse da rifinire in alcune parti troppo arzigogolate e poco comprensibili ma nel complesso niente male, leggerlo è come entrare in una tempesta, si è mitragliati da emozioni, pensieri , storie.. frasi brevi e dirette, quasi lapidarie per descrivere una realtà complessa e piena di sfumature.. E’ senza dubbio un libro da leggere..

 

Tutto qui

Un bacino a tutti

Buon weekend

 ps questa è una poesia scritta nel libro che mi ha raggelato..



Ehi ragazzo,sveglia, c’è la polizia fuori

I cespugli frusciano, spaccati dai manganelli

Gli agenti bussano alla porta,ragazzo

E noi dobbiamo sbarazzarci dell’eroina

 

Ma non sei solo fatto, sei in overdose

Freddo al mio tocco, non hai più dei begli occhi

Mi trascino fuori dal sonno,ragazzo,

ma il tuo trip deve averti ammazzato

 

angelo dello spazio, scaltro e infelice

volevi un mondo tutto per te

e io ti aiutavo, anche se il cuore mi diceva di no

e ora pagherò per la mia gentilezza

 

ehi ragazzo, la polizia ci ha accerchiato

stupido tossico, dicono,

e io andrò in prigione per sempre,ragazzo,

per averti mantenuto nel vizio.

 

Ma questa storia non èvera, è un messaggio

Per qualcuno che conosco che non vuol ascoltare

I suoi amici, la verità, e neppure se stesso

Hai tanto da dare, ragazzo, smettila di farti.


 

 


postato da: wolfina84 alle ore 16:30 | link | commenti (12)
categorie: libri
venerdì, 27 aprile 2007

SansPapier & nancy gun



loc26aprile2007
E il manifesto dice tutto..  =        )

canzone preferita petrolio bianco..

uno smack..

postato da: wolfina84 alle ore 06:21 | link | commenti (8)
categorie: musica
lunedì, 23 aprile 2007

festa della rosa e del libro

Sono appena tornata dalla festa della rosa e del libro alla hobelix(libreria della mia città- per informazioni sulla festa leggere in basso) e ne sono a dir poco entusiasta. parto dalla fine,cioè  dalla maratona del libro. un momento in cui diverse persone (una trentina) leggevano pezzi di libri e poesie che li avevano in qualche modo toccati, si è passati dalla poesie in greco moderno a quelle in spagnolo( di questo bisogna ringraziare il nutrito gruppo di spagnoli presenti), da coelho  a garcia lorca, dalla lettera scarlatta alla mia  Africa(non il classico libro ma un'opera inedita di un autore sconosciuto) ad un opera lirica in napoletano (la cenerentola) ,alla allende e cosi via nei meandri dei libri e delle emozioni lette..
un'iniezione in vena di letteratura, che mi ha lasciata vibrante, scossa e un bel po' eccitata. Un confronto tra parole  e messaggi diversi , tra persone e culture differenti, in momenti storici complessi e particolari, una cenerentola avvicinata ad una allende, un testo greco ad un calvino, un coelho ad un lorca, un clima di scambio a 360 ° insomma( beh magari 360 è un po' troppo visto che comunque eravamo tutti rappresentanti della cultura europea., però si insomma il concetto è quello..)che mi ha dato parecchi stimoli di lettura per i prossimi mesi..

Quello che mi ha colpito di più di questa iniziativa è stato che non si è svolta a Palermo, Roma o chi sa quale altra grande città, ma a Messina.. per voi questo non avrà molto senso ma per chi vive qui è abbastanza strabiliante, le iniziative cosi infatti sono molto rare e spesso portate avanti sempre dai soliti due tre visi noti che vedi ovunque. la cosa  più inaspettata di oggi è stato proprio vedere la libreria stracolma di gente mai vista in giro ,quasi a voler dimostrare la necessità per tutti quelli che amano la lettura , che adorano sentire in bocca il sapore delle parole, che riescono a sentire le voci di chi scrive, la necessità di queste persone di trovare uno spazio loro con cui dialogare con altri appassionati di libri senza limiti di età o genere( da questo punto di vista in libreria c'erano rappresentanti di ogni categoria) magari bevendo vino e mangiando arance e pane con olive e salame(offerto dalla libreria)che insomma non guastano mai e fanno andare meglio il cervello.
alla fine di tutto la tipa della libreria ha proposto di ripetere la maratona di lettura senza aspettare la  prossima festa del libro. spero cordialmente che si riesca a fare(e non solo per la discreta quantità di ragazzi carini e intelligenti presenti : ) scherzo prr )..e chissà magari nelle prossime volte potrei essere io a leggere qualcosa..

Uscita dalla libreria( verso le 22 :30) mi sono goduta una lunga e tranquilla passeggiata fino a casa, che col venticello in viso, la calma della sera, la luna e le stelle, si è trasformata in qualcosa di estremamente rilassante e pacifico che mi ha caricato di un'energia che non si può ottenere solo col cibo o il sonno, ma che  è più interiore che altro. ( e no non lo dico perché ho bevuto troppo, che credete?? :    ) Prrrrrr )


Faccio un breve accenno anche agli altri eventi della serata, per primo un documentario su danilo dolci( e chi cacchio è? direte voi ..) ok ve lo racconto in due minuti, anche se un grande personaggio come lui meriterebbe più spazio ma ok magari gli dedicherò un post più lungo in seguito,intanto accontentatevi..dicevo, danilo dolci è stato un animatore sociale, sociologo, educatore e poeta , nel 1952 si è trasferito nella Sicilia occidentale (Trappeto, Partinico) dove ha promosso lotte nonviolente contro la mafia e il sottosviluppo, per i diritti ed il lavoro. ha Subito diverse persecuzioni e processi ed è considerato una delle figure di massimo rilievo della nonviolenza nel mondo. candidato a tre nobel per la pace Dolci ritiene che nessun vero cambiamento possa prescindere dal coinvolgimento, dalla partecipazione diretta degli interessati. Per questo motivo lui  non predica le sue teorie dall'alto, ma ama confrontarsi col popolo , ascoltarli e elaborare con loro una via per migliorare le cose.La sua idea di progresso valorizza la cultura e le competenze locali, il contributo di ogni collettività e ogni persona. Per questo Dolci collega la sua modalità di operare alla maieutica socratica. Il suo è un lavoro di capacitazione (empowerment) delle persone generalmente escluse dal potere e dalle decisioni.Nelle riunioni animate da Dolci, ciascuno si interroga, impara a confrontarsi con gli altri, ad ascoltare e decidere.

Nella libreria c'erano persone che lo avevano conosciuto o che erano cresciute nel centro educativo di mirto da lui creato, quindi oltre al documentario abbiamo potuto ascoltare delle testimonianze dirette su questa persona.

dopo il documentario su di lui abbiamo ascoltato le poesie di Andrea Genovesi sulla città di Messina. Alcune di esse in siciliano, altre in francese, altre ancora in italiano. le sue poesie mi sono sembrate molto vivide e ironiche, piene di citazioni e riferimenti"nascosti" che ti impediscono di cogliere il senso della poesia al volo( e in questo,a mio parere, le sue opere nella lettura diretta sono state un po' penalizzate). le sue opere più giocose e allegre(che con grande intelligenza ha messo alla fine, quando eravamo tutti esausti..) risultano avere uno stile impeccabile e preciso, ma anche divertente,  capaci di farti venire un sorrisino dolce amaro per intenderci..

Se vi siete chiesti perché questa giornata si chiama festa del libro e della rosa,  la spiegazione è semplice. Il 23 aprile,infatti, si festeggia Sant Jordi, San Giorgio, protettore dei cavalieri e patrono della Catalogna. In questo giorno c'è l'usanza di regalare un libro e una rosa a chi si vuole bene. In origine, in
epoca medievale, si trattava di una festa dell'aristocrazia: dopo la celebrazione di una messa solenne, i cavalieri davano vita a una serie di giostre e tornei e poi omaggiavano le dame con una rosa. A partire
dal XVIII secolo la festa andò rapidamente perdendo il suo carattere aristocratico per allargarsi a tutto il popolo e per caricarsi poi col tempo di nuovi significati. A partire dal 1930, la stessa data venne
scelta per celebrare il giorno del libro, una festa ideata da Vicent Clavel Andrés, editore e scrittore valenzano trapiantato a Barcellona.
Negli anni del franchismo il giorno di Sant Jordi divenne momento di rivendicazione culturale e politica. Dal 1995 l'UNESCO ha voluto riconoscere l'importanza della festa catalana dichiarando il 23 aprile
giornata mondiale del libro e del diritto d'autore.

tutto qui
uno smackone a tutti
Adriana

ps scusatemi per il post troppo prolisso, ma avevo voglia di scrivere e  mi sono fatta prendere la mano.
un bacino sul naso a tutti.
a presto


postato da: wolfina84 alle ore 23:44 | link | commenti (10)
categorie: varie
sabato, 21 aprile 2007

frasi buffe

Sono  a cairoli a dare i cuccioli di cane con gli altri volontari e inizio a discutere con una signora. lei mi parla del suo cane. Ad un certo punto dice:
"il mio cane è  talmente socievole che se vede un ladro gli offre un caffè"

:    )

non so l'ho trovato buffo, mentre tornavo a casa ci ripensavo e ridevo da sola come una scema..

tutto qui a presto



postato da: wolfina84 alle ore 21:47 | link | commenti (2)
categorie: varie

acqua

 Alla sede di legabiente di messina oggi c'era un interessante corso sull'acqua... ci sono andata..
 s'è parlato di acqua e in particolare di privatizzazione della gestione di questo bene fondamentale, come partecipante a numerose manifestazioni no privatizzazione ero al corrente di molte cose, alcuni dettagli però mi erano sfuggiti, faccio un rapido riassunto sotto perché credo sia una cosa che interessi tutti.

partiamo dalla legge Galli del 94. essa garantisce che la gestione dell'acqua non sia più  gestita da enti diversi (un ente per ogni passaggio di captazione,distribuzione , smaltimento)
ma da un ente unico che agisce sui diversi ATO( ambiti territoriali ottimali).l'ATO è quindi il territorio all'interno del quale bisogna gestire tutti i passaggi che ci permettono di recuperare e usare le acque nelle nostre case e di smaltire successivamente le acque reflue.

in sicilia la legge galli si è applicata nel 2000 con la legge regionale 10/99.si sono formati 9 ATO( ognuno per ogni provincia) e messina è l'ATO3..

Qual'è il problema??

Semplice a chi affidare la gestione dell'ATO 3 di messina? gestore pubblico o privato?


Nel resto d'italia gli ATO ( in tutto 91) si sono orientati verso una gestione in house o  mista pubblico privata.solo pochi si sono mossi verso una gestione esclusivamente privata.

Se L'ATO3(messina) venisse affidato ad un privato ne risulterebbero dei problemi da non sottovalutare.
primo fra tutti l'aumento esorbitante delle tariffe (il privato non fa beneficenza, di conseguenza se gestisce un servizio lo fa per guadagnarci, per farlo è stato calcolato che sarebbe necessario un aumento del 7% sui costi attuali dell'acqua.. aumento che porterebbe  ad un  volo verso l'alto nelle bollette, e a un conseguente volo in basso dei soldi nei nostri portafogli..)
Il punto è che l'acqua è alla base della vita, non si può permettere che diventi un bene esclusivo di chi lo può pagare e non di tutti. se aumentino i prezzi saranno proprio  i meno ricchi a farne le spese, ma come si può ragionare cosi di un bene senza cui non si vive???perché permettere che qualcuno(in genere multinazionali straniere che tra parentesi sono le stesse che ci vendono l'acqua in bottiglia e che quindi non hanno nessun interesse a tenere i prezzi bassi) si arricchiscano alle nostre spalle, quando si può evitarlo mantenendo l'acqua pubblica??

Secondo punto qualità del servizio. con la privatizzazione dell'acqua, il servizio rimarrebbe lo stesso dell'attuale gestione o in casi estremi , anche peggiore.

Ad Arezzo per esempio dopo 7 anni di gestione mista, il presidente dell'Ato  ha dichiarato"la nostra esperienza ha dimostrato che il Servizio Idrico Integrato deve restare pubblico."
l'unica domanda che viene è: ci avete messo 7 anni a capirlo??

insomma quello che penso è che mantenere l'acqua pubblica (magari anche con un certo quantitativo d'acqua gratuito per tutti.) è una cosa per cui è giusto lottare, per non rimanere poi a bocca aperta davanti allo stesso servizio pagato il doppio..(e c'è gente che  si lamenta già ora del costo delle bollette, c'è da ridere a pensare cosa direbbe se sapesse quello gli prospetta il futuro se si privatizza    :   )
Tutto qui uno smackone a tutti

ps altri aspetti interessanti della riunione sono stati i giochi ottici e le percentuali di consumo dell'acqua, sapete per cosa noi normali cittadini consumiamo ben il 50 % della nostra acqua? per lavarci? naaaaaaa. per bere? no neanche quello...

il 50 % dell'acqua che consumiamo la impieghiamo tirando lo sciacquone del gabinetto.. assurdo vero?? :       )

Beh ora è veramente tutto
una grattatina dietro le orecchie a tutti
ciauz alla prox



postato da: wolfina84 alle ore 00:05 | link | commenti
categorie: attualitĂ 
venerdì, 13 aprile 2007

squonk


Nel folklore statunitense , lo Squonk è una misteriosa creatura che abita nelle foreste di conifere della Pennsylvania settentrionale. Gli Squonk sono esseri di brutto aspetto e tristi, che piangono in continuazione, lasciando alle proprie spalle una scia di lacrime.

Lo Squonk è un membro della vasta famiglia delle "creature paurose"( fearsome critters ) che, nel folklore americano, abitano le foreste da legname . Queste leggende si sono sviluppate soprattutto nel XIX secolo , probabilmente come mitizzazione dei pericoli reali con cui i boscaioli avevano a che fare nelle regioni isolate e ancora selvagge in cui si trovavano a svolgere il proprio lavoro.

Il primo resoconto scritto sullo Squonk si trova nel libro diWilliam T. Cox fearsome creatures of the lumberwoods ,with a few desert and mountain beasts (1910). Secondo Cox, lo Squonk è di colore scuro e ha una pelle cadente, coperta di verruche  e di nei , che lo rendono estremamente brutto a vedersi. Lo si incontra soprattutto al crepuscolo ; il suo pianto ininterrotto proviene spesso dall'ombra degli alberi di tsuga . Se viene catturato, o spaventato, si dissolve in lacrime; per questo motivo ha meritato il "nome scientifico" di Lacrimacorpus dissolvens.

E' un essere un pò patetico in realtà però mi ha incuriosito molto lo stesso :  )

eccovi una sua immagine comunque:  






postato da: wolfina84 alle ore 19:05 | link | commenti (6)
categorie: varie
giovedì, 12 aprile 2007

kairòs

Oggi sono andata ad una conferenza filosofica dal titolo il kairós: riflessioni su tempo e temporalità tra filosofia, teologia e politica. E’ stato senza dubbio un incontro"pesante" un pò per i lunghi interventi(in tutto due ore e un quarto senza pausa) sia perché i primi "oratori" amavano annegarci nei paroloni che inseriti lì per lì in un contesto alquanto complesso rallentavano, a mio avviso , la capacità di comprensione dei comuni mortali non pratici di filosofia. nonostante questo è stato un incontro indubbiamente interessante.faccio un veloce riassunto sotto scusandomi per le eventualità bestialità che potrei scrivere, ma purtroppo non conosco molto di filosofia e non ho preso appunti. Quindi perdonate gli eventuali errori.

 i greci traducevano la parola  tempo con tre accezioni:
-Krono, è il tempo quotidiano scandito  in successioni di istanti, di ore, di giorni.successioni che possono essere interrotte da eventi(ma questo si vedrà dopo)
-Aionè l' età, lungo tempo, secolo, eternità. È il tempo della vita, lo slancio vitale, dunque il tempo della morte; infatti il tempo è innanzitutto durata limitata della vita.
-infine kairòs è il tempo giusto, adatto, il momento propizio, la buona occasione.quella che va presa al volo. Nell'iconografia tardo-antica Kairòs è rappresentato da un giovanetto,con ali su caviglie e schiena, e con un ciuffo sul capo (che permette di "afferrare l'attimo"). Kairòs tiene in mano  una bilancia.(potete vedere una sua immagine sotto)

capito questo e spiegto  il titolo della riunione, tre persone hanno espresso le loro opinioni sull'argomento.siamo passati da una visione più laica del prof roberto fai, che ha citato nietzsche(la visione e l'enigma di cosi parlò  Zarathustra) e sciacca. a una visione più cattolicizzante di caterina resta e felice scalia. la prima si è soffermata maggiormente sulle lettere di paolo agli apostoli e la conseguente situazione "d'attesa"di  un ritorno di cristo dei primi cristiani, situazione critica visto che il kairos è per definizione qualcosa d'inatteso e quindi l'arrovellarsi troppo, contando i giorni, entrava in contrasto con l'idea di base del cristiano che deve essere sempre pronto perché non sa quando la fine potrà arrivare.(mi scuso ancora per i termini troppo terra terra che uso , ma sono un pò inesperta in questo) lei ha ragionato su questo. infine scalia si è concentrato su i vari kairòs che dio ci mette davanti come "speranze", strumenti che ci aiutano ad essere quello che lui vorrebbe  noi fossimo. Anche se la nostra vita è inutile e di fatto non ha uno scopo, e quello che facciamo o  non facciamo in pratica non cambia niente. Quindi.. facciamo davvero solo tutto per vanto?diciamo che tutto quello che si è detto è spostato un pò spinto a dare una risposta a questo quesito.
si è parlato di questo insomma..

il discorso comunque è lungo è complesso e non pretendo di riportare qui tutte le sfumature di pensiero.
Voglio però portarvi un breve riassunto di quanto detto su la visione e l'enigma di cosi parlò  Zarathustra. lo scrivo( aiutandomi con internet dove non ricordo bene) perché è un discorso che  mi ha colpito parecchio.

 Zarathustra e il nano(che dovrebbe rappresentare i valori della morale che rendono la vita un insieme di costrizioni e di doveri.) che lo accompagna si trovano su un impervio sentiero di montagna( l'uomo deve essere duro con se stesso, per poter smettere di guardarsi dentro e iniziare a guardare al di là) di fronte un cartello con la scritta “attimo”, simboleggiante il presente, e due sentieri che rappresentano il passato e il futuro. Zarathustra e il nano parlano del tempo, per il nano il tempo è una successione, che si ripiega su se stessa dando luogo a un circolo, che nel suo insieme è l'eternità. Per Nietzsche, al contrario, ogni istante è l'eternità ed è, in quanto tale, salvezza o dannazione eterne. Deve perciò essere vissuto di per sé, proprio perché tornerà in eterno.
occhio però per Nietzsche gli attimi della vita presente non sono quelli già vissuti che tornano, ma quelli che diverranno eterni. L'eterno ritorno non deve essere interpretato, nel significato stoico, come destino (tutto è già avvenuto e si ripeterà nello stesso modo), ma come creazione (ciò che adesso io faccio tornerà in eterno).
La scena cambia e Zarathustra ha una specie di visione: c’è un uomo che dorme con un serpente in bocca, Zarathustra cerca invano di toglierlo e alla fine urla all’uomo di mordere la testa del serpente, l’uomo lo fa e alla fine si trasforma in una creatura ridente.

questa scena è cupa, oppressiva, questo avviene perché Il pensiero dell'eterno ritorno porta con sé, per l'uomo non ancora trasformato, prospettive angoscianti. La metafora del serpente che ha conficcato i denti nella gola del pastore viene chiarita da Nietzsche in un successivo capitolo dello Zarathustra, Il convalescente. "Il grande disgusto per l'uomo - ciò mi soffocava e mi era strisciato dentro le fauci". Il disgusto, spiega subito dopo, è per "l'uomo piccolo", che fa piccole cose sia nel male che nel bene, per il quale tutti gli attimi della vita sono allo stesso livello, sostanzialmente indifferenti. Se tutto è destinato a tornare, anche l'uomo piccolo tornerà in eterno.

Ogni uomo è piccolo prima di aver compreso l'eterno ritorno, lo stesso pastore della metafora, cioè Zarathustra: il pensiero dell'eterno ritorno rende terribili gli "attimi piccoli" che hanno costituito la vita e impone una trasformazione. Infatti, finché si è convinti che l'importante sia il significato complessivo della vita, o il fatto che preluda alla salvezza eterna, i singoli istanti sono irrilevanti. Ma se si accetta l'eternità di ogni attimo, quelli considerati insignificanti diventano terribili, perché torneranno in eterno nella loro mediocrità.

Il serpente che si insinua nelle fauci è appunto il pensiero della vita vissuta come un insieme di attimi insignificanti, nell'attesa che la loro somma produca qualcosa di sensato, o, come sostiene il cristianesimo, che la miseria della vita terrena prepari un'esistenza autentica dopo la morte.

Il morso dato al serpente è il rifiuto di questa dinamica, il suo rovesciamento. Ogni istante ha valore in quanto tale e ad ogni momento della propria vita occorre dare un senso. Accettare ciò implica una metamorfosi, vuol dire andare oltre l'uomo. Dopo essersi liberato dal serpente, il pastore è un uomo nuovo, anzi, un superuomo; egli ride, accetta ogni momento della vita per se stesso, senza derivarne il senso dal passato o dal futuro.


tutto qui
uno smack a tutti
buonanotte



 



postato da: wolfina84 alle ore 22:39 | link | commenti
categorie: riflessioni
mercoledì, 11 aprile 2007

addetto catalogazione b. c.a.(troppo lungo scriverlo intero)


Oggi ho iniziato il corso per addetto alla catalogazione beni culturali e ambientali portato avanti dalla regione. ne sono favorevolmente colpita, gli insegnanti sono competenti e gli argomenti realmente interessanti. il primo professore ci ha parlato del processo di selezione culturale che ha fatto si che arrivasse a noi un documento piuttosto che un altro. in breve se un documento è arrivato a noi è stato perché qualcuno in una certo periodo l'ha messo da parte ritenendolo importante. perchè proprio quello e non un altro, lo si può capire solo studiandoil contesto in cui quell'oggetto è stato creato.(situazioni politiche, modi di vivere, cambiamenti...) si è parlato del perché studiare la storia dell' arte, e della decontestualizzazione che si ha spostando ogni documento dal suo sito storico sia per studiarlo(musei) sia per citarne una parte( citazioni), si è anche parlato di quanto la decontestualizzazione di frasi e concetti possa portare a fraintendimenti e portare ad avere una conoscenza solo illusoria del fatto in questione. poi si è parlato di falsi.
Il secondo prof è un laureato in architettura, pittore e esperto di sistemi di sicurezza. che ci ha appunto illustrato la struttura di un documento per la valutazioni dei rischi per le aziende con più di 10 dipendenti o con meno dipendenti ma a rischio.


A parte i concetti interessanti, sono rimasta anche favorevolmente colpita dal resto del gruppo. in tutto siamo in tredici seduti in banchi messi a cerchio, tra le nostre schiere contiamo un prete scrittore di poesie(niente male.. ne ho lette alcune), una ragazza semi laureata in lettere fan dei LED zeppelin(in realtà non so proprio se è realmente semi laureata ma dai discorsi credo sia ragionevolmente probabile..),  , un ragazzo dall' accento assurdo( mai sentito niente di simile,  ha viaggiato molto, quindi avrà assorbito qualcosa..o forse sono io che non ne capisco nada di dialetti : ) può darsi) e una serie di ragazze di varia età( più o meno della mia).

in tutto questo io con una formazione di tipo psicologico, un anno all'attivo in una università scientifica(scienze biologiche) e una certa passione per lettere,  mi ci sono trovata subito bene. non so perché ma in questo tipo di gruppo, composto da un numero medio di membri con cui rapportarti, riesco davvero ad esprimere del tutto il mio potenziale comunicativo, ci interagisco bene insomma, mi fa diventare "socievole"(e vista la mia timidezza non è cosa da poco).   ci scherzo e ci parlo bene, e riesco a imparare molto dagli altri, ognuno con le sue peculiarità .mi piace rapportarmi con loro, direte ok vabbè chi se ne frega , avete ragione solo per un orso come me è una cosa rara essere cosi... mi era già capitato nei gruppi di studio all'estero, sono contenta sia risucesso..

beh quindi ammetto d'essere molto contenta di essermi iscritta perché a) imparo cose interessanti b) sto con gente simpatica c) (e non da meno) mi pagano per farlo. un tot a ora che ok non sarà tantissimo ma che è sempre meglio di niente.

tutto qui uno smackone enorme a tutti

postato da: wolfina84 alle ore 13:57 | link | commenti (2)
categorie: varie
martedì, 03 aprile 2007

candele

candela

Le candele - Costantinos Kavafis

Stanno i giorni futuri innanzi a noi
come una fila di candele accese,
dorate, calde e vivide.

Restano indietro i giorni del passato,
penosa riga di candele spente:
le più vicine danno fumo ancora,
fredde, disfatte, e storte.

Non le voglio vedere: m’accora il loro aspetto,
la memoria m’accora del loro antico lume.
E guardo avanti le candele accese.

Non mi voglio voltare, ch’io non scorga, in un brivido,
come s’allunga presto la tenebrosa riga,
come crescono presto le mie candele spente.

postato da: wolfina84 alle ore 14:23 | link | commenti (2)
categorie: poesie
domenica, 01 aprile 2007

kirbyna



kirby

postato da: wolfina84 alle ore 22:25 | link | commenti (4)
categorie: varie